Da: www.caffe.ch del 4.10.09
L’anticipo dello Stato per le spese legali dei coniugi che si separanoPer i divorzi di chi non paga
il Cantone spende tre milioni
Patrizia Guenzi
Divorziare
costa. E quando i due coniugi non hanno i soldi per pagarsi la parcella
dell’avvocato interviene lo Stato che anticipa l’importo. Così, ad
esempio l’anno scorso, Bellinzona ha sborsato la bellezza di 3 milioni
di franchi; l’anno prima 3 milioni e 200mila franchi e, nel 2006, 2
milioni e 95mila. Una spesa costante negli anni, che solo in parte fa
ritorno nelle casse del governo. Infatti, secondo i calcoli della
Divisione giustizia, negli ultimi sette anni sono stati recuperati
all’incirca mezzo milione di franchi. In sostanza, il Caffè, spinto
dalla curiosità per un paio di casi di coppie a dir poco esose, pur
facendo capo all’aiuto dello Stato - si parla di parcelle attorno ai
100mila franchi e di cause che si trascinano per anni - ha verificato
appunto quanto pesano sulle spalle della popolazione i divorzi nelle 15
preture del cantone.
Insomma, se costa sposarsi forse ancor di più costa separarsi. Ne sanno qualcosa le 806 coppie che nel corso del 2007 si sono dette addio in Ticino. Anche se, quando paga qualcun d’altro, sarebbe buona cosa contenere le lungaggini, le liti, i rancori, le ripicche e via elencando. E non superare, quindi, i 5mila franchi che lo stato garantisce come anticipo.
Tuttavia, solo in teoria non dovrebbe superare i 5mila franchi a causa - dal 2008, quando è entrata in vigore la nuova legge sull’assistenza giudiziaria - in pratica, questo importo viene spesso sforato. Certo, i pretori avvisano le coppie di questo limite di spesa, gli avvocati a loro volta cercano di contenere il numero degli appuntamenti… ma se i coniugi non trovano un accordo e la causa si trascina mesi e mesi è facile immaginare come e quanto la parcella lieviti. Così, si arriva facilmente a cause di divorzio, come quella tuttora ferma sul tavolo della pretura di Mendrisio Sud, in cui i due “litiganti” dal 2002 hanno accumulato oltre 100mila franchi di spese legali. E, pur avendo una casa del valore di oltre 600mila franchi, hanno chiesto e ottenuto il patrocinio gratuito… e a pagare è lo Stato.
E allora, vediamo di capire quando, come e perché una coppia, o anche solo uno dei due coniugi, può far capo all’anticipo dello Stato per le spese del loro divorzio. Il profilo di chi chiede un aiuto economico per mettere fine al proprio matrimonio emerge dopo una serie di calcoli. Dal reddito si deducono tutta una serie di voci - in base a una tabella della Camera di esecuzione e fallimenti del tribunale d’appello che determina il calcolo del minimo di esistenza -: affitto o interessi ipotecari, spese per il mantenimento e l’istruzione dei figli, costi di trasferta per raggiungere il posto di lavoro, pasti fuori casa, imposte e via elencando. Non è ancora tutto. Occorre verificare anche se i coniugi hanno risparmi, o sostanza immobiliare ipotecabile. A calcoli ultimati, se l’importo disponibile non è sufficiente per far fronte alle spese notarili, queste saranno anticipate dallo Stato che fissa la parcella oraria a 180 franchi l’ora - 90 se l’incartamento lo tratta un praticante - che può lievitare ad un massimo di 250 franchi per i casi più complessi.
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