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Il Ps: servono centri d'accoglienza per i rifugiati esclusi dall'aiuto sociale

Da: La regione 5.2.09 pag 5

Il Ps: servono centri d'accoglienza per i rifugiati esclusi dall'aiuto sociale

  In Ticino occorrono centri per l'accoglienza di richiedenti l'asilo esclusi dall'aiuto sociale. Lo sostiene il Partito socialista che con una mo­zione chiede al Consiglio di Stato di avviare « un progetto » che preveda l'apertura di queste strut­ture « al cui interno si possano garantire alloggio e vitto ». Le persone ospitate nei centri « potrebbe­ro offrire lavori di utilità pubblica ».
  La questione dell'alloggio e dell'aiuto sociale ai richiedenti asilo con decisione di non entrata nel merito cresciuta in giudicato (i Nem) o con termine di partenza scaduto, è diventata « ogget­to di discussione e fonte di preoccupazione per i Cantoni in seguito alle nuove norme sull'asilo che escludono dall'aiuto sociale propriamente detto questa tipologia di persone », afferma il Ps. Oggi ai Nem e a coloro che hanno un termine di partenza scaduto « viene offerto ciò che la legge sull'asilo definisce "soccorso d'urgenza" ».
  Stando all'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (Osar), si ricorda ancora nella mozio­ne, alla fine dello scorso mese di giugno i richie­denti esclusi dall'assistenza sociale erano 16'939. « Il numero di coloro che, tra queste perso­ne,
  si trovano ancora in Svizzera, è incerto
», rile­va il Ps.
  Sempre nel suo recente rapporto l'Osar ritie­ne « che il Ticino violi la Costituzione federale: attualmente infatti è l'unico Cantone che non di­spone di strutture ad hoc per l'accoglienza di que­sta tipologia di richiedenti l'asilo e nel quale l'ac­cesso al cosiddetto soccorso d'urgenza non è rego­lato con chiarezza » . Di fatto questa situazione, prosegue il Ps, si traduce nella presenza sul ter­ritorio « di persone escluse dall'aiuto sociale che vivono in alloggi di fortuna: per il Cantone e i Co­muni ciò significa non avere più il controllo della situazione rispetto alla presenza di clandestini sul territorio ticinese ».
  Di qui la mozione (firmatari i deputati Pelin Kandemir Bordoli, Manuele Bertoli, Raoul Ghi­sletta, Nenad Stojanovic, Nicoletta Mariolini, Roberto Malacrida, Carlo Lepori, Werner Ca­robbio, Francesco Cavalli e Marco Marcozzi) con cui si chiede al governo l'apertura di appo­siti centri di accoglienza. Centri dove dovrebbe pure essere attivo « un servizio di aiuto al rien­tro
  ».

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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