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FeNBi - gemelline: di affido esclusivo si muore

Roma, 13 febbraio 2011

Nella vicenda delle gemelline scomparse emerge l'ultima lettera del padre suicida. Accusa la moglie di avergli tolto l'affidamento delle bambine, "senza l'affido congiunto non ce la faccio" .

<<E' la separazione dai figli a scatenare l'impulso ad uccidere ed uccidersi, non certo la gelosia o la mancata accettazione della fine di un matrimonio>> sostiene Fabio Nestola, presidente della Federazione Nazionale Bigenitorialità.

Le ultime parole di Matthias Schepp fanno luce sulla molla che ha innescato il vortice di disperazione che lo ha spinto a vedere la morte come unica soluzione.

<<Non si tratta di giustificare il gesto disperato, che rimane ingiustificabile>> prosegue Nestola, <<ma è doveroso comprendere a fondo le dinamiche di questa come di tante altre stragi familiari. Dalla lettera emerge il desiderio del padre di potersi occupare delle bambine anche dopo la separazione, una pulsione naturale ed insopprimibile. Il rifiuto, le limitazioni, la consapevolezza di essere relegato per sempre in un ruolo marginale hanno generato il corto circuito>>.

Il Centro Studi FeNBi da anni analizza il fenomeno dei fatti di sangue legati a separazioni e divorzi, attraverso ricerche ed approfondimenti. E' recente (ottobre 2010) la pubblicazione di uno studio ultradecennale sulle cause di omicidi e suicidi: al primo posto l'interruzione giuridica del progetto genitoriale, un fattore di rischio mai preso in considerazione dal mondo forense. 

<<Il nostro Centro Studi si dedica da anni alla ricerca, raccolta ed elaborazione dati, ed appare ormai fuorviante ridurre ogni strage familiare al gesto isolato di un pazzo. Quando i "gesti isolati" si ripetono a centinaia è indispensabile individuare il filo rosso che li unisce>>.

Nel caso di Matthias Schepp non c'entrano nulla quelle che vengono costantemente citate quali motivazioni delittuose: la gelosia morbosa per la donna che lo ha lasciato, oppure l'incapacità maschile di accettare la separazione ... il padre suicida chiedeva di poter stare un po' di più con le figlie, chiedeva di non sparire dalla loro vita. Se fosse stato previsto un affido condiviso forse oggi non dovremmo piangere altre due giovani vite spezzate. Di affido esclusivo si può anche morire.

Centro Studi FeNBi

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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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