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Espulsione dalla Svizzera annullata per un italiano che spacciava nel Bellinzonese

Da: La regione 4.3.09 pag 13

Espulsione dalla Svizzera annullata per un italiano che spacciava nel Bellinzonese

Il Tribunale federale di Losanna ha accolto il ricorso di un cittadino italiano residente nei Grigioni contro la decisione di espellerlo dalla Svizzera dopo una condanna del 2005 per aver venduto cocaina. L'uomo, un 28enne in Svizzera da una decina d'anni, era stato condannato a due anni di reclusione nell'ambito dell'inchiesta Guasta assieme ad altri due complici con cui aveva spacciato ol­tre un chilo di cocaina nel Bellinzonese, prendendo ac­cordi per venderne un altro chilo a un acquirente di Lu­gano, senza tuttavia riuscirci. Allora la corte delle Assi­se criminali di Bellinzona in Lugano non aveva accetta­to la richiesta di espulsione, considerati i rapporti affet­tivi e lavorativi che il terzetto aveva nel nostro Paese. Nel 2007 però l'Ufficio per le questioni di polizia e di diritto civile dei Grigioni aveva pronunciato l'espulsione del 28enne a tempo indeterminato. Decisione in seguito con­fermata dal Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità e dal Tribunale cantonale amministrativo (Tram), che hanno ritenuto che il diritto a risiedere in Svizzera può essere negato anche ai cittadini degli stati della Comu­nità europea per motivi d'ordine pubblico, pubblica sicu­rezza o pubblica sanità. Nel caso specifico lo spaccio di droga è stato considerato estremamente grave, visto an­che il movente economico che ne stava alla base. Si era inoltre considerato che il rimpatrio del cittadino italiano non gli avrebbe causato particolari problemi. L'interesse pubblico alla prevenzione di azioni criminose come lo spaccio di droga è insomma stato considerato prevalente rispetto a quello personale dell'uomo a rimanere in Sviz­zera. L'esame dei giudici federali però, ha evidenziato come non sia stata valutata la minaccia attuale che il cit­tadino italiano rappresenta per l'ordine pubblico. L'uo­mo ha infatti subito un'unica condanna di rilievo, ha am­piamente collaborato durante l'inchiesta e apparente­mente dalla scarcerazione ha sempre tenuto un compor­tamento irreprensibile. La sua situazione personale e professionale sono inoltre stabili, quindi la sua eventua­le espulsione dovrà essere rivalutata dal Tram. Il Canto­ne dovrà inoltre indennizzarlo per le spese sostenute.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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