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Importante calo delle domande
d'asilo in Svizzera. Il mese scorso ne sono state presentate 1'363, ovvero 904
in meno rispetto a gennaio. Nel dicembre 2008 le nuove istanze ammontavano a
2'083, il mese precedente a 2'056, in ottobre a 2'116 e in settembre a 1'703.
Diminuito di conseguenza anche il numero dei richiedenti l'asilo attribuito da
Berna al Ticino in base alla chiave di riparto fissata dall'ordinanza federale.
Ventotto in febbraio contro gli 81 di gennaio, i 75 di dicembre e i 48 di
novembre. Questi i dati statistici mensili dell'Ufficio federale della
migrazione (Ufm), il quale ha appena reso noto le cifre sull'asilo relative a
febbraio.
Un mese contraddistinto dunque da una rilevante riduzione delle
domande. Stiamo assistendo a un'inversione di tendenza? Lo diranno i prossimi
mesi. In Ticino, dove la questione della sistemazione logistica degli asilanti
è al centro di un dibattito politico a tratti anche aspro, il calo di
richiedenti registrato in febbraio ha intanto prodotto un primo effetto: il
centro della Protezione civile di Vacallo, usato quale valvola di sfogo per
gestire la grande affluenza dei mesi scorsi, è stato chiuso, come conferma il
direttore del Centro di registrazione e procedura di Chiasso (una delle
quattro strutture federali presenti in Svizzera) Antonio Simona. « Abbiamo
effettivamente chiuso i locali presso la protezione civile di Vacallo e questo
per via della flessione delle richieste d'asilo, flessione - sostiene Simona
- che ha
permesso di diminuire le presenze pure nel nostro cantone dopo la forte
affluenza registrata tra fine dicembre e inizio gennaio ». Per ora rimane
aperta, aggiunge il responsabile del Centro di registrazione, l'altra valvola di
sfogo, quella garantita dai locali dell'Ente regionale di protezione civile del
Mendrisiotto sotto la casa per anziani Giardino a Chiasso. La netta riduzione
delle domande d'asilo non sembra sorprendere più di tanto l'Ufficio federale
della migrazione. « Stando alla nostra esperienza,
per febbraio ci si poteva attendere una diminuzione delle
domande
», osserva il portavoce dell'Ufm Jonas Montani. Ma quest'anno,
ipotizzano a Berna, all'origine del calo potrebbe non esserci solo il fattore
stagionale: « Sicuramente ha
influito - prosegue Montani -, ma è pure possibile
che sulla riduzione delle richieste abbiano inciso gli accordi di Dublino,
entrati in vigore in Svizzera nel dicembre dello scorso anno ». Per il momento
tuttavia l'Ufm
non si sbilancia
eccessivamente a favore di questa ipotesi: « In aprile valuteremo l'impatto
degli accordi sulle domande d'asilo. Sospettiamo che abbiano avuto una qualche
influenza: come ho affermato, valuteremo ». Tra due mesi, quindi,
dall'Ufficio federale della migrazione si saprà « quanti richiedenti l'asilo
giunti in Svizzera da dicembre avevano già depositato una domanda in un'altra
nazione firmataria dell'accordo di Dublino ». Ricorda infatti Montani:
«
L'accordo stabilisce chi è il paese responsabile per l'evasione della
procedura d'asilo, ossia il primo in cui è stata inoltrata la
domanda
».
Insomma, se un richiedente arriva in Svizzera dopo aver già chiesto
asilo in una nazione firmataria - e pertanto il suo nominativo figura nel
sistema elettronico europeo - è a questa nazione che
spetterà decidere sulla procedura. L'autorità federale potrà allora rimandarlo
indietro, potrà ‘rispedirlo' nel paese dove è pendente l'istanza per
l'ottenimento dell'asilo. Un sistema che potrebbe portare a un calo duraturo
delle domande? « Difficile a
dirsi -
risponde il portavoce dell'Ufm -. Sulla scorta di esperienze di
altri paesi, si può certamente ritenere che questo accordo abbia un effetto
dissuasivo nei confronti di chi ha già iniziato una procedura d'asilo
all'estero. Riteniamo quindi che questo effetto possa prodursi anche da
noi
».
Per
Martino Rossi, direttore in seno al Dipartimento
sanità e socialità della Divisione dell'azione sociale e delle famiglie, il
dato di febbraio comunicato dall'Ufficio federale della migrazione
« è
benvenuto: è comunque presto per parlare di un trend al ribasso, pertanto non
abbassiamo la guardia sul problema dell'alloggio in generale. Continueremo
quindi nella ricerca di un centro d'accoglienza supplementare da affidare alla
Croce Rossa ». Centro che si affiancherebbe a
quelli di Cadro e di Paradiso.
I richiedenti l'asilo attualmente presenti
in Ticino, fa sapere dal Dipartimento istituzioni il capo dell'ufficio
giuridico della Sezione permessi e immigrazione Giacomo
Gemnetti, sono in totale 1'489 (la situazione
è aggiornata a ieri): 174 sono alloggiati nelle strutture d'accoglienza della
Croce Rossa svizzera e i restanti 1'315 negli appartamenti reperiti da Soccorso
operaio. Alla fine del 2008 la maggior parte dei richiedenti proveniva da
Etiopia, Eritrea e Somalia. Un'altra fetta rilevante giungeva dall'Africa
Subsahariana.
A.MA./L.B.
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