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L'editoriale dei lettori. La famiglia in volo ma senza un pilota

Da: www.caffe.ch 24.10.10 pag 55 (pagina Caffé in pdf)
ADRIANO HEITMANN 53 anni, fotografo e giornalista, Stabio

Cerchiamo di capire. Capire come mai la famiglia si stia sgretolando sotto il peso della legge.
Se vogliamo vedere il matrimonio come un contratto tra due persone di genere opposto, allora mi pare che il Codice Civile Svizzero (Ccs) non viene molto in aiuto alla nuova situazione dei coniugi.

Per principio, mi diceva una amica ebrea, non bisognerebbe mai sottoscrivere un contratto senza conoscere le condizioni di disdetta. Le stragi da divorzio insegnano. Il legislatore ha senz’altro agito con una forte dose di cinismo. Concetti come “protezione del bene dei minori” oppure “reddito ipotetico” oppure ancora “garanzia dello standard di vita”, ecc danno adito ad un, infinità di sentenze paradossali. Regna e imperversa l’arbitrarietà. Kafka oggi. Perché non si possa legalmente firmare un contratto pre-matrimoniale non ci è dato sapere. Questa soluzione, di semplice applicazione, farebbe crollare la fiorente industria dei divorzi e risparmierebbe ai figli molta sofferenza. Se invece si vuole vedere la famiglia come un aereo che trasporta passeggeri da un punto all’altro della vita, allora ci troviamo davanti ad una macchina ingovernabile. Perché mai? Curiosamente l’aereo-famiglia è privo di capitano. Ci sono due co-piloti che volano (gravemente innamorati) nella stessa direzione e tutti sono felici. Quando uno dei due cambia umore, ci troviamo davanti ad una situazione dove non si può effettuare nemmeno un atterraggio d’emergenza. Nella famiglia è proprio così. Il concetto di capofamiglia presente nel Ccs (art. 331) è ignorato è soppiantato dall’art. 8 della Costituzione che garantisce la parità dei sessi. Tutti uguali. Per cui ognuno decide per sé nell’ottica dei propri interessi. Impossibilitati di prendere decisioni, i copiloti fanno intervenire le teste di cuoio (pagati dallo Stato) che destituiscono uno dei due, di solito il marito. Al comando dell’aereo impazzito piazzano la ex che, improvvisandosi capitano, hostess, ingegnere di bordo, levatrice e businessman cercherà di non schiantarsi. Il restyling del velivolo è portato a termine. È nata la nuova “famiglia monoparentale” la versione light della famiglia tradizionale. L’aereo è nuovamente pilotabile. A questo punto sorge il sospetto che il legislatore abbia ridisegnato il tessuto sociale con cinica consapevolezza: dalla famiglia con genitori e figli sono nati un esercito di orfani, vedove e vedovi tutti isolati nel loro diritto di esser uguali a tutti gli altri. Democrazia.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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