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Commissioni tutorie e preture: i figli chi li tutela?

Figli ‘contesi’

Condivido appieno le considerazioni del papà amareggiato in­tervenuto sulle Commissioni Tutorie sul vostro giornale sabato scorso 4 agosto. Non è il solo: ecco il mio vissuto. Ingenuamente, considerata la situazione familiare e il bene dei figli, ho chiesto di essere affiancato da un curatore educativo viste le innumerevoli difficoltà nel rapporto coi figli, create a me e ai ragazzi dalla ma­dre.

Da quel momento, anche se inimmaginabile, la situazione è invece peggiorata. In definitiva, dopo tante leggerezze commesse dal curatore educativo, dalla Ctr e dagli operatori intervenuti, dopo tante ragioni mai ascoltate, dopo tante umiliazioni, dopo tanti torti, mi chiedo sconvolto e allibito: “Ma allora ai bambini chi ci pensa?”. Senza tutti gli interventi “mirati” subiti (non si sa se a favore dei figli o della madre e della “fabbrica dei divorzi” che si autoalimenta) oggi saremmo senza dubbio tutti più sereni. Fi­nanziariamente, grazie agli elevati costi generati, i due nuclei fa­miliari si sono notevolmente impoveriti, senza alcun concreto vantaggio. Al contrario degli addetti ai lavori i quali ritengono ad­dirittura valido, senza pecche e “professionale” il loro agire, così come legittimato il loro onorario, non ammettendo mai le loro manchevolezze e i loro (a volte molto gravi) errori, anche quando evidenti. E più ci si esprime e peggio è, venendo definiti “non col­laboranti con le istituzioni”, preferendo la madre meno idonea ma che però “collabora”. L’interesse dei minori non viene garan­tito, al contrario di quello del genitore affidatario (quasi sempre automaticamente la madre) che di fatto diventa l’unico tutelato dal sistema giuridico e sociale in vigore. Mi auguro che ognuno racconti pubblicamente il proprio vissuto e che l’opinione pubbli­ca e i politici prendano atto che l’agire delle nostre istituzioni (in particolare delle Preture, Ctr e Autorità di vigilanza sulle tutele) spesso provoca tanta sofferenza e distrugge la vita di tanti padri e figli innocenti. In gioco c’è il futuro dei nostri figli che rappresen­tano anche il futuro della nostra società e visto l’alto tasso di di­vorzi e separazioni, nell’interesse dei nostri adorati figli, è più che legittimo pretendere molto di più!

Da quel momento, anche se inimmaginabile, la situazione è invece peggiorata. In definitiva, dopo tante leggerezze commesse dal curatore educativo, dalla Ctr e dagli operatori intervenuti, dopo tante ragioni mai ascoltate, dopo tante umiliazioni, dopo tanti torti, mi chiedo sconvolto e allibito: “Ma allora ai bambini chi ci pensa?”. Senza tutti gli interventi “mirati” subiti (non si sa se a favore dei figli o della madre e della “fabbrica dei divorzi” che si autoalimenta) oggi saremmo senza dubbio tutti più sereni. Fi­nanziariamente, grazie agli elevati costi generati, i due nuclei fa­miliari si sono notevolmente impoveriti, senza alcun concreto vantaggio. Al contrario degli addetti ai lavori i quali ritengono ad­dirittura valido, senza pecche e “professionale” il loro agire, così come legittimato il loro onorario, non ammettendo mai le loro manchevolezze e i loro (a volte molto gravi) errori, anche quando evidenti. E più ci si esprime e peggio è, venendo definiti “non col­laboranti con le istituzioni”, preferendo la madre meno idonea ma che però “collabora”. L’interesse dei minori non viene garan­tito, al contrario di quello del genitore affidatario (quasi sempre automaticamente la madre) che di fatto diventa l’unico tutelato dal sistema giuridico e sociale in vigore. Mi auguro che ognuno racconti pubblicamente il proprio vissuto e che l’opinione pubbli­ca e i politici prendano atto che l’agire delle nostre istituzioni (in particolare delle Preture, Ctr e Autorità di vigilanza sulle tutele) spesso provoca tanta sofferenza e distrugge la vita di tanti padri e figli innocenti. In gioco c’è il futuro dei nostri figli che rappresen­tano anche il futuro della nostra società e visto l’alto tasso di di­vorzi e separazioni, nell’interesse dei nostri adorati figli, è più che legittimo pretendere molto di più! LETTERA FIRMATA

(La Regione, Lettere dei lettori, 25.08.2007)

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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