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Berna conferma gli ispettori sociali: aiuti ingiustificati nel 58 per cento dei casi sospetti

Da: La regione, 31.3.09 pag 5

 

Berna conferma gli ispettori sociali

Convince il progetto pilota, aiuti ingiustificati nel 58 per cento dei casi sospetti

ATS/RED
KEYSTONE Il Cantone ha elargito 790 mila franchi di troppo

Berna - Ispettori per lottare contro gli abusi nel campo degli aiuti sociali: se ne avvarrà il canton Berna a partire dall'anno prossimo. Lo ha fatto sapere ieri il consigliere di Stato Philippe Perrenoud, direttore del Dipartimento della sanità e degli affari sociali del cantone, dopo il successo ottenuto dal progetto pilota condotto in quattro comuni lo scorso anno: oltre alla capitale anche Bienne, Ittigen e Köniz. In alcuni casi, ha specificato Perrenoud, il cantone potrà ricorrere anche a indagini segrete.

Il reclutamento di tali ispettori sociali si è dimostrato un valido strumento di controllo, ha sottolineato il ministro bernese. Il loro impiego ha consentito di individuare e di contrastare «ef- ficacemente» gli abusi. Dai risultati del progetto pilota emerge infatti che nel 58 per cento dei casi il sospetto di ottenimento fraudolento di prestazioni sociali è stato confermato. Contro simili «truffatori» è stata sporta una denuncia penale.

Nel 24 per cento dei casi, le persone sospettate di aver ricevuto assistenza senza averne diritto sono invece state discolpate. In totale è stato possibile chiarire la situazione dell'82 per cento dei dossier. Per il rimanente 18 per cento, nuove verifiche sarebbero necessarie, ha detto ieri Perrenoud. Dalle indagini risulta inoltre che le autorità hanno elargito circa 790 mila franchi di troppo in aiuti sociali. Una somma questa che non sarà mai interamente restituita.

Nei quattro comuni toccati dal progetto pilota, sono stati utilizzati metodi diversi per lottare contro gli abusi. In generale, gli investigatori hanno proceduto all'analisi minuziosa dei dossier, a ricerche su internet nonché a verifiche presso diversi uffici. Ma hanno pure effettuato visite, sovente improvvise, a domicilio o sul luogo di lavoro delle persone sospettate di illeciti.

La città di Berna si è organizzata al suo interno mentre le tre altre località per effettuare i controlli hanno affidato un mandato a imprese esterne. A Köniz è stato pure necessario ricorrere a indagini segrete. Dal prossimo anno tale pratica sarà autorizzata anche a livello cantonale, ha spiegato Perrenoud.

A livello nazionale, finora ispettori sociali sono stati introdotti nelle città di Emmen (Lucerna), Olten (Soletta), Zurigo e Losanna, nonché nei cantoni di Ginevra e Ticino. Gli Esecutivi della città di Zugo, Basilea città e il Legislativo di San Gallo non li hanno invece voluti.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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