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Anziani a rischio povertà. Uno su 6 dispone di meno di 2.550 franchi al mese

Da: CdT 25.4.09 pag 4

La loro situazione finanziaria non è migliore rispetto a quella delle altre categorie sociali - Respinta quindi al mittente, l'UFAS, l'idea di un contributo di solidarietà

Un pensionato su sei dispone di meno di 2.550 franchi al mese; la situazione finanziaria degli anziani non è migliore di quella delle persone in età lavorativa. Il Consiglio svizzero degli anziani (CSA), studi alla mano, risponde così all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), che aveva proposto di chiedere alla terza età un contributo di solidarietà.

L'UFAS aveva presentato un anno fa uno studio, secondo cui la precarietà minaccia soprattuto i giovani, a cominciare dalle famiglie numerose e dalle donne sole, mentre i pensionati si trovano in una situazione finanziaria complessivamente favorevole. Per il CSA «i risultati di questo studio sono stati interpretati in modo inaccettabile».

Secondo una ricerca del Consiglio degli anziani la quota di persone con mezzi finanziari limitati e quella di persone agiate è simile tra i pensionati e i lavoratori. Questi rapporti non sono cambiati negli ultimi decenni, per cui il contributo di solidarietà proposto dall'UFAS sarebbe quindi fuori luogo. «Ci vuole sì una ridistribuzione tra ricchi e poveri, ma questa deve essere indipendente dall'età e dal fatto di lavorare o essere in pensione», ha affermato Gérard Heimberg, presidente del gruppo di lavoro «sicurezza sociale» del CSA.

Il Consiglio degli anziani si è detto preoccupato dall'immagine «nero su bianco» della situazione finanziaria delle vecchie generazioni in Svizzera: questa visione crea «pregiudizi generalizzanti» e può indurre le autorità a «impulsi problematici».

Grazie al sistema delle rendite statali, nel XX secolo la situazione economica delle vecchie generazioni si è allineata a quella di tutta la popolazione. Al contempo i pensionati danno però un contributo finanziario importante alla sicurezza sociale. I passaggi di denaro dalle giovani alle vecchie generazioni, pari a 31 miliardi l'anno (2006), sono praticamente identici a quelli nel senso inverso. A ciò si aggiungono servizi immateriali privati degli anziani in favore delle famiglie e della società, pari a circa il 20% delle rendite AVS.

Il direttore dell'UFAS Yves Rossier ha spiegato che non si è mai parlato di una tassa specifica per gli anziani. Rimane il fatto che il rischio di povertà si è spostato dalle vecchie alle giovani generazioni e che saranno necessari più soldi per affrontare l'evoluzione demografica. Il sistema, insomma, deve essere adattato.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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