Da: Il caffé della domenica, 20.04.08
La metà degli indebitati
ha meno di 25 anni
Alberto Cotti
Statistiche alla mano in Svizzera quasi
la metà dei beneficiari di prestazioni dell'aiuto sociale, hanno meno
di 25 anni. In cifre assolute significa che 100 mila dei 210 mila
beneficiari di sussidi, sono giovani. E non si tratta solo di ragazzi
poveri, ma anche indebitati. Circa un terzo dei giovani tra i 18 e i 24
anni infatti, è indebitato. Secondo i dati raccolti lo scorso anno
dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera
nord-occidentale, l'indebitamento medio è di 300 franchi. Debiti
sovente contratti con i genitori, ma pure con fratelli e amici. Un
quinto dei giovani è invece indebitato con diversi creditori -
solitamente compagnie telefoniche -; mentre il numero di persone che
deve restituire denaro alle banche è insignificante.
Di
fatto però, negli ultimi anni il numero delle persone indebitate in
Svizzera è cresciuto sensibilmente. Stando ad un'indagine dell'istituto
Creditreform, tendenzialmente sono le persone tra i 40 ed i 60 anni a
trovarsi più spesso in difficoltà. In media, il 2,72 per cento della
popolazione elvetica è indebitato, anche se i dati variano
sensibilmente da regione a regione, ma soprattutto tra città e
campagna. Statisticamente, per esempio, gli abitanti della città di
Sciaffusa risultano essere quelli maggiormente indebitati di tutta la
Svizzera. D'altra parte, come era facile intuire, le grandi città e i
loro agglomerati accolgono molti indebitati. Con alcune eccezioni però.
A Zurigo, per esempio, il tasso più basso (1,47 per cento), si trova
nella benestante Witikon, mentre quello più alto (6,61) si localizza
nel "Kreis 4", il circondario della Langstrasse considerato il
quartiere malfamato della città sulla Limmat. Situazione simile a
Lucerna, dove le persone quasi senza debiti vivono nel quartiere nobile
di "Kastanienbaum"; mentre quelli indebitati nei quartieri popolari che
sorgono accanto al centro storico. Discorso analogo in Ticino, dove i
tassi di indebitamento più alto, si concentrano attorno agli
agglomerati di Bellinzona, Locarno e Lugano.
Un ulteriore studio,
questa volta dell'Ufficio federale delle assicurazione sociali (Ufas),
sostiene invece che il rischio di precarietà è più alto prima dei 40
anni - nel momento di costituzione delle famiglie - e dopo gli 80.
Però, accanto all'età e alla situazione familiare, sono determinanti
fattori come la formazione, la posizione professionale e lo statuto
migratorio.
Secondo l'Ufas, le meno esposte a rischi sono le persone
tra i 55 e i 64 anni, seppur è proprio in questa fascia di età che si
riscontrano le maggiori differenze tra gli estremi. In generale, le
donne sole - con o senza figli - e gli invalidi hanno un rischio di
povertà elevato. Inoltre, il maggior numero di milionari si trova
proprio tra i pensionati - soprattutto se vivono in coppia - che hanno
sì un reddito inferiore agli attivi, ma possono contare sul capitale
accumulato con i risparmi personali.
Risultati che, come scrive Yves
Dossier, direttore dell'Ufas, "rimettono in questione alcune delle
nostre idee in merito alla distribuzione dei redditi tra i sessi, i
tipi di famiglia e le classi d'età". Visto che i pensionati presentano
un rischio di diventare poveri piuttosto basso, "si può concludere -
annota Dossier - che il sistema di previdenza a tre pilastri riempie
bene la sua missione costituzionale". a.c.
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