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Michele Droz chiede un risarcimento allo Stato

Da: La Regione, 19.02.2008, pagina 13

<><>Michele Droz non si ferma e chiede un risarcimento


Michele e Rosangela Droz non demordono e chiedono al Cantone di essere risarciti per i torti, a loro dire, ingiustamente subiti negli ultimi anni. «
Lo Stato ci ha rubato la salute, il lavoro e la dignità. Alla luce dei recenti scandalosi avvenimen­ti cantonali (fiscogate, asfaltogate, sussidigate ecce­tera) – scrive Droz in un’ulteriore missiva al Parla­mento ticinese – tutte le mie doverose denunce ap­paiono un vero e proprio ammonimento premonito­re a cui gli alti funzionari dell'Amministrazione dapprima, Governo e Giustizia cantonali poi, non hanno volutamente dato seguito con un'appropria­ta inchiesta ». Michele e Rosangela Droz chiedono quindi nuovamente di essere risarciti poiché tutte le denunce sinora inoltrate « sono state spudorata­mente ed illegalmente occultate mettendo in atto quell'odioso quanto vile meccanismo chiamato mobbing e bossing che non lascia scampo in quan­to trattasi di una vera e propria ‘associazione a de­linquere ». Droz evoca infine un caso di mobbing in Canton Vaud, risarcito con oltre 800 mila franchi e lo paragona a quello che lo vede coinvolto da di­versi anni, ritenendo il suo ancora peggiore visti i tempi e le persone coinvolte.

Da: Il Corriere del Ticino, 19.02.2008, pagina 18

<><>Caso Droz: rifiutato il pignoramento


L’ex funzionario del Cantone domanda che il suo caso di «mobbing e bossing» sia oggetto di un’indagine parla­mentare e chiude la porta agli ufficiali delle Esecuzioni


Michele Droz non demorde, ribadisce la richiesta di ottenere un’inchiesta sull’operato dell’am­ministrazione cantonale nei suoi confronti. La vicenda che da an­ni oppone l’ex dipendente del Cantone all’amministrazione pubblica si arricchisce dunque di una nuova «puntata». Droz, in una nota stampa inviata ieri, par­la di «associazione a delinquere» e chiede che «il caso di bossing e mobbing sia sottoposto a veri specialisti in materia per il trami­te di una commissione parlamen­tare ». Intanto Droz e la moglie hanno impedito agli ufficiali giu­diziari di effettuare un pignora­mento in casa, a copertura di tas­se di giustizia non pagate. Sono entrambi convocati per questi giorni a Faido, sotto la minaccia dell’intervento della polizia.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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