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Il sostituto procu­ratore pubblico Chiara Borelli lo ha accusato, ma il Giudice lo ha prosciolto

Da: La regione, 9.7.08, pag 17

<>Gli effetti di una notifica ‘paravento'
Prosciolto l'affittacamere del Calypso 2 di Ponte Cremenaga: non toccava a lui controllare le ragazze


Prosciolto. È stata questa la senten­za pronunciata ieri dal giudice Da­miano Stefani della Pretura penale al termine del processo a carico del ge­store responsabile del Calypso 2 di Ponte Cremenaga. Il sostituto procu­ratore pubblico Chiara Borelli lo ha accusato di infrazione alla Legge fe­derale sulla dimora e il domicilio de­gli stranieri, ma il Giudice ha ritenu­to che gli elementi a suo carico non fossero sufficienti.
Gerente di fatto ma non legalmen­te, il 31enne cittadino italiano è im­piegato a metà tempo quale barista dell'esercizio pubblico e per l'altra metà quale affittacamere. Sapeva che la dozzina di ragazze provenienti in prevalenza dall'Est esercitavano la professione più vecchia del mondo, ma - secondo la legge - non è suo compito verificare se il loro soggior­no è illegale, e quindi abusiva la loro attività lucrativa. Da un controllo di polizia è infatti risultato che, su dodi­ci, tre di loro non erano in regola. Ma, ha ritenuto il Giudice, l'affittacamere non ha per questo favorito il loro sog­giorno illegale. Lo avrebbe fatto se non avesse annunciato la loro presen­za quali turiste, ma tale formalità l'ha assolta. Dopo, non tocca a lui indaga­re. Lo fa la Polizia, che lo scorso no­vembre ha compiuto un blitz antipro­stituzione nel noto locale a 150 metri dalla dogana italiana. Come detto, una dozzina di ragazze alloggiavano sopra il locale a luci rosse per 150 franchi al giorno e tre non erano in regola.
Una vecchia questione, quella se al­loggiare prostitute sia, o meno, un de­litto. Sì se esiste un rapporto d'impie­go, no se ci si limita ad affittare le ca­mere e le ragazze non sono tenute a frequentare il locale. L'immobile in questione è di proprietà di una don­na, già accusata e assolta nel maggio del 2004 con la stessa imputazione. Al­lora era la titolare anche del Calypso 1 a Melano. Allora, il suo processo fu la conseguenza di due retate di Poli­zia, nel 2001 e nel 2003.
Importante la distinzione proposta dall'accusa, che ha differenziato tra il dovere di notifica alberghiera ( An­meldungspflicht, con il quale si an­nuncia la presenza di un turista alla polizia locale) e quello di notifica di uno straniero alla competente polizia ( Meldungspflicht). Nel caso dei postri­boli, secondo la sost. pp Chiara Borel­li, il primo dovere è un puro « para­vento » : tutela il gerente, mentre il se­condo punisce la straniera. In realtà, ha aggiunto Borelli, anche se non esi­ste un rapporto d'impiego, affittando a una ragazza straniera una camera sopra un locale a luci rosse le si forni­sce l'attrezzo di lavoro.
Una lacuna nella legge, quindi. Che altri Cantoni hanno già colmato e alla quale la nuova legge federale, più se­vera, dovrebbe ovviare. Nel frattem­po la sostituta pp ha annunciato che insisterà sulla sua posizione nell'atte­sa di una decisione della Corte di Cas­sazione dei ricorsi penali per un'ana­loga vicenda.
Il difensore, Marco Garbani, ha chiesto il proscioglimento, dopo aver dapprima rivendicato l'audizione del­le tre «sedicenti prostitute» la cui atti­vità abusiva è valsa l'accusa all'affit­tacamere. Ma il Pretore non gli ha ri­conosciuto il diritto al contradditto­rio, allineandosi alla posizione del­l'accusa.
Dopo la sentenza del Tribunale am­ministrativo cantonale, confermata dalla sentenza del tribunale federale del marzo 2004, il Calypso 2 è rimasto chiuso per alcuni mesi. Ma già allora la titolare annunciò che intendeva riaprire. Ciò che ha prontamente fat­to dopo il suo proscioglimento. SPEL




TI- PRESS
Il giudice Damiano Stefani

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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