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La mediazione nel nuovo codice procedurale di diritto civile

Da: Corriere del Ticino, 13.06.08, pag 5

Le parti in disaccordo de­vono dapprima tentare di trovare un'intesa, prima di affidare il caso ai tribunali
 Il Consiglio nazionale ha de­ciso di unificare i 26 regolamen­ti cantonali con 122 voti contro 28 (UDC)e 6 astenuti. Il progetto dedica uno spazio importante al­la soluzione extragiudiziaria del­le vertenze. Come ora, le parti do­vranno continuare a sottoporsi a una conciliazione prima di recar­si in tribunale. Questo principio, che contribuisce ad alleviare i tri­bunali, non è stato contestato.
Il Consiglio nazionale non si è co­munque limitato a ciò. Ha esteso la lista delle eccezioni alle azioni per disconoscimento di debito e alle contestazioni, da parte del lo­catario, di una disdetta straordi­naria e di un'espulsione, poiché in questi casi una soluzione con­sensuale è impossibile.
In generale le parti potranno an­che rinunciare alla conciliazione quando il valore litigioso in gio­co supera i 100.000 franchi. La si­nistra ha chiesto inutilmente che la rinuncia sia esclusa in tutte le ipotesi quando il conflitto con­cerne questioni di affitto.
Su richiesta, la procedura di con­ciliazione potrà essere sostituita da una mediazione. Questo stru­mento «moderno» di composi­zione delle vertenze è stato adot­tato con 106 voti contro 40, solle­vando lo scontento dell' UDC. Esprimendo scetticismo sul rap­porto costi/benefici di questa procedura, i democentristi avreb­bero voluto, al massimo, limitar­lo al diritto della famiglia.
Le disposizioni che prevedono la mediazione non hanno caratte­re obbligatorio e lasciano ampia libertà alle parti e ai cantoni, ha rilevato Christian Lüscher ( PLS) a nome della commissione.
La sinistra non è poi riuscita a far passare la sua proposta per esten­dere l'esonero delle spese giudi­ziarie ai processi che oppongono proprietari e inquilini. La mag­gioranza ha inoltre ricordato che la procedura di conciliazione re­sterà gratuita e che il progetto di nuovo Codice di diritto proces­suale civile svizzero non deve comportare oneri supplementa­ri per i cantoni.
I cantoni avranno anche la liber­tà di fissare giurisdizioni specia­lizzate, come i tribunali di com­mercio, dei probiviri e le istanze di conciliazione in materia di af­fitti. Il Nazionale ha completato tacitamente la lista autorizzando i cantoni a designare un tribuna­le per le vertenze nell'assicura­zione malattia complementare.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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