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Il caso Zali a Perugini. L'incarto passa di mano dopo la sentenza della CRP.

Da: CdT, 21.08.08, pag 10

Il caso Zali a Perugini
L'incarto passa di mano dopo la sentenza della CRP

Sarà Antonio Perugini, in base al criterio della maggiore anzianità di servizio, a riprendere l'inchiesta lasciata dal PG Balestra sul giudice Zali per appropriazione semplice
  Sarà il procuratore pubblico Antonio Perugini a seguire l'in­chiesta concernente il giudice Claudio Zali, indagato dal procu­ratore generale Bruno Balestra per appropriazione semplice, do­po la decisione della Camera dei ricorsi penali (CRP) del 7 agosto scorso.
  Nell'occasione, ricordiamo, il pre­sidente della CRP, Mauro Mini, aveva accolto l'istanza di ricusa presentata da Zali e dal suo di­fensore, avvocato John Noseda. I giudici, leggendo la documenta­zione, avevano ravvisato nell'agi­re del PG almeno la parvenza del­la prevenzione.
  Ieri pomeriggio, con un breve co­municato, il Ministero pubblico ha reso noto che in base al crite­rio della maggiore anzianità di servizio il dossier è stato ripreso dal procuratore pubblico Anto­nio Perugini.
  Adesso il magistrato dovrà legge­re il voluminoso incarto riguar­dante l'intera vicenda ed i suc­cessivi interrogatori scattati, con­dotti dal PG Balestra, compresi quelli riguardanti il giudice Clau­dio Zali. Al termine dell'esame della pratica dovrà poi valutare il da farsi: stabilire se in base alla documentazione vi siano ele­menti sufficienti per giungere a chiudere l'inchiesta. Oppure se sia necessario procedere ad ulte­riori atti istruttori prima di arri­vare a stilare quanto deciso. A questo proposito nei prossimi giorni vi sarà probabilmente un incontro tra il procuratore pub­blico subentrato a Balestra e la di­fesa del giudice Zali.
  In attesa degli sviluppi di questa vicenda il magistrato indagato ed il pp Perugini sono destinati ad incontrarsi in aula penale. Un normale appuntamento di lavo­ro comunque in occasione del processo che si terrà la settima­na prossima, esattamente il 27 agosto, davanti alla Corte delle assise Correzionali di Lugano: nell'occasione si svolgerà il pro­cesso a carico dei due ex agenti di sicurezza che nell'ottobre del 2006 aggredirono un partavalori armati di spray al pepe. L'episo­dio era avvenuto nei pressi del­l'autosilo San Giuseppe. I due im­putati erano entrati in azione nel primo pomeriggio di venerdì 13 ottobre, spruzzando la sostanza urticante negli occhi della vitti­ma che, accecata e stordita, ave­va visto volatilizzarsi una borsa contenente quasi 400 mila euro. I due non erano comunque anda­ti troppo lontano e la refurtiva era stata recuperata. L'accusa sarà so­stenuta, appunto, da Perugini. Claudio Zali presiederà la Corte.
 e.ga./gi.m

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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