Da: La regione, 20.08.2008, pag 13
Truffa all'Ai, i coniugi serbi rimangono in cella
Pericolo di fuga: negata dal Giar la libertà provvisoria
Respinta dal Giar, anche per pericolo di fuga, l'istanza per
la libertà provvisoria presentata dai due coniugi d'origine serba, ma
residenti nel Locarnese, in carcere preventivo da inizio luglio con
l'accusa di aver truffato l'assicurazione invalidità.
La vicenda era diventata di dominio pubblico quando la procuratrice
pubblica Fiorenza Bergomi aveva ordinato la carcerazione della donna e
del marito.
La moglie nel '93 si ustionò alle braccia con soda caustica mentre era
al lavoro in un albergo di Ascona. Le ferite non guarivano e i medici
decretarono l'invalidità con una rendita dell'80 per cento. Ma
l'assicurazione - la Lloyd's UnderWriter di Londra, poi costituitasi
parte civile e patrocinata dall'avvocato Emanuele Verda - fece
pedinare la 55enne in Serbia; da filmati e resoconti investigativi
risultò che conduceva una vita
normale. Solo ai periodici controlli medici in Ticino risultavano
ulcere alle braccia. Da qui il sospetto che fossero lesioni
autoinferte. Il primo non luogo a procedere, decretato dal pp Arturo
Garzoni, fu impugnato dall'avvocato dell'assicurazione e quindi
annullato dalla Crp il 16 giugno. A luglio, rientrati nel Locarnese, i
due erano stati arrestati. Ora sono tutelati dagli avvocati Carlo
Steiger e Carlo Borradori.
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