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CdS Luigi Pedrazzini: «Abbiamo una Magistratura di elevato livello»,

Da: CdT, 12.6.10 pag 6

La Giustizia saluta e aspetta
S'inaugura l'anno giudiziario - Addio di Pedrazzini ai magistrati


«Abbiamo una Magistratura di elevato livello», ha detto il direttore del Dipartimento delle istituzioni - «Attenzione a non cadere nel tranello di chi critica la Giustizia per delegit­timarla» - Giorgio A. Bernasconi nuovo presidente del TA


 
L'inaugurazione dell'anno giu­diziario, appuntamento cardine per la Giustizia di tutti i Paesi, questa volta ha cambiato corni­ce. Pur restando all'interno del palazzo dei congressi, conside­rato il numero di iscritti all'ap­puntamento, che prevedeva una giornata di studio sul Codice di diritto processuale civile svizze­ro, è stata spostata nel salone principale che di solito ospita concerti e spettacoli teatrali.
L'inaugurazione dell'anno giudi­ziario svoltasi ieri a Lugano è coincisa con numerosi addii. Ad iniziare da quello del direttore del Dipartimento delle istituzioni, Luigi Pedrazzini, che ha da tem­po annunciato che non si ripre­senterà alle elezioni del prossi­mo anno, per arrivare a quello del procuratore generale Bruno Ba­lestra che lascerà in autunno (il 21 giugno prossimo il Gran Con­siglio deciderà il nome del suo successore). A seguire, i nomi di altri magistrati della Procura pub­blica e di alcuni funzionari del Di­partimento istituzioni per anni al servizio della Giustizia e del suo corretto funzionamento.
Tempo di avvicendamenti anche al Tribunale di appello che ha vi­sto il giudice Giorgio A. Berna­sconi subentrare ad Emanuela Epiney-Colombo.
Nel suo ultimo intervento in aper­tura dell'anno giudiziario in ve­ste di direttore del Dipartimento delle istituzioni,
Luigi Pedrazzi­ni ha voluto ribadire come in Ti­cino «la giustizia risponda ai suoi compiti con una Magistratura di elevato livello, in cui si potrebbe migliorare magari, la parte for­mativa, organizzando nell'alveo dell'USI corsi per giuristi che de­siderano intraprendere la carrie­ra di magistrato inquirente».
E in tema di potenziamenti, il Consigliere di Stato non ha na­scosto come il Parlamento non sempre si sia dimostrato piena­mente disponibile e perciò sia stato necessario superare diver­si scogli.
Pedrazzini ha tracciato un bilan­cio di quanto non si è stati in grado di concludere in questi an­ni. Tra i punti toccati il fatto che non sempre la Giustizia riesca a rimanere fuori da quello che è il contenzioso partitico: «Gli even­
tuali problemi - ha osservato - devono essere risolti in chiave istituzionale e non politica». E in tema di nomina dei magistrati - ha sottolineato - i criteri prepon­deranti devono essere la compe­tenza e la capacità, con un oc­chio di principio alla corretta ri­partizione partitica. Deve esse­re premiata la competenza, ha detto ancora, ed ha ammonito «a non cadere nel tranello di chi critica la Giustizia non per mi­gliorarla, bensì per delegittimar­la, per colpirne l'autorevolezza». L'avvocato Emanuela Epiney-Co­lombo , presidente uscente, nel suo intervento ha toccato ancora una volta i problemi logistici ine­renti il palazzo di giustizia e quel­lo degli effettivi del Tribunale di appello che nel 2011 dovrebbe av­viarsi a contare 25 giudici.
Il neopresidente del TA,
Giorgio A. Bernasconi , ha rilevato come il Tribunale sia diventato a tutti gli effetti una piccola-media im­presa e come non siano i giudi­ci a chiedere un potenziamento, perché lo stesso viene da lonta­no ed è imposto dal diritto e dai nuovi Codici. E in tema di nuo­vo Codice di diritto processuale svizzero, non ha nascosto come non veda grossi margini di acce­lerazione delle pratiche e delle procedure. «Al contrario di quanto avveniva un tempo - ha rilevato - vi sarà la possibilità di impugnare anche tutta una se­rie di nuove decisioni interme­die». In linea generale - ha con­cluso - il bicchiere resta comun­que mezzo pieno.
L'inaugurazione dell'anno giu­diziario è stata seguita, secondo
tradizione, da un interessato pubblico di addetti ai lavori, tra magistrati, giuristi e studenti. Al­la parte introduttiva è seguito, come detto, un seminario di stu­dio dedicato al Codice di dirit­to processuale civile svizzero, con relatori ed esperti prove­nienti da tutto il Paese.
Numerosi i giovani giuristi ieri in aula, qualche avvocato di lungo corso e alcuni magistrati.
L'anno prossimo all'inaugurazio­ne dell'anno giudiziario il discor­so introduttivo sarà fatto dal nuo­vo direttore del Dipartimento del­le istituzioni. «Chissà chi sarà - si chiedevano ieri alcuni giovani lic. jur. uscendo dalla sala duran­te la pausa che precedeva l'ini­zio della giornata di studio. Il di­scorso è continuato anche fuori. «Chissà di che partito sarà. An­cora del PPD? No se il PPD pren­derà il Dipartimento della sani­tà e della socialità».
Uno scambio di opinioni tra gio­vani che seguono la vita politica e si interrogano.
Il discorso è diventato via via più sommesso quando si è arrivati a parlare del futuro Procuratore ge­nerale ticinese. Ognuno diceva la sua sui due candidati. Fino a un'ultima considerazione: «Spe­riamo che l'anno prossimo al­l'inaugurazione dell'anno giudi­ziario ci siano tutti i giudici e an­che i procuratori pubblici che non avranno più problemi di rielezio­ne. Per un paio di ore potrebbero trasferirsi qui. Una vera inaugu­razione dell'anno giudiziario». Buona idea.
e.ga-gi.m

Luigi Pedrazzini

Occorre fare attenzio­ne a non cadere nel tranello di chi critica la Giustizia per dele­gittimarla








PASSAGGIO DI TESTIMONE Da sinistra, Luigi Pedrazzini, la presiden­te uscente del Tribunale d'appello Emanuela Epiney-Colombo e il nuovo presidente Giorgio A. Bernasconi. (foto Alessandro Crinari)

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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