Da: La regione, 3.9.09 pag 5
Commissione giustizia,c'è chi dice sì
Luce verde dalla maggioranza della Legislazione al rapporto Gianoni. Le obiezioni di Ducry
L.B./A.MA.![]() |
Sarà «un ponte» fra potere legislativo e potere giudiziario. Ieri, dopo due anni e mezzo di gestazione, la "Commissione giustizia" ha ottenuto luce verde dalla maggioranza della Commissione granconsigliare della legislazione. Undici dei sedici commissari presenti alla seduta hanno infatti sottoscritto il rapporto del relatore Filippo Gianoni (Ppd), in cui si delinea l'ossatura del previsto organo: un membro per ogni gruppo parlamentare (quindi cinque per la corrente legislatura), scelto - si legge nel rapporto - fra i componenti della Legislazione.
Il principio di istituire una commissione del Gran Consiglio che si dedicasse ai temi della giustizia era stato approvato dal parlamento nel febbraio 2007, dando seguito alla richiesta contenuta in un'iniziativa generica formalizzata, a nome della Legislazione, dal granconsigliere Plr Felice Dafond. Dopo il via libera del Gran Consiglio sono però emerse in Legislazione, come si ricorda nel rapporto, «divergenze» sul numero dei membri e sulle competenze da assegnare alla nuova commissione. La struttura ristretta, ossia un componente per gruppo parlamentare, «ha finito per prevalere» su quella a 17 deputati e ciò «per motivi di efficacia e soprattutto di rispetto del principio di confidenzialità». Una composizione numerica simile a quella delle commissioni di controllo su Aet e BancaStato.
Tra le competenze del nuovo organo vi sono, elenca il rapporto, la preparazione dell'elezione dei magistrati (pubblicazione del bando di concorso, «ricezione ed esame» dei preavvisi sulle candidature elaborati dal Consiglio della magistratura e dalla Commissione d'esperti e conseguente stesura di un rapporto per il parlamento), l'esame del rendiconto annuale del governo concernente il capitolo giustizia, l'allestimento di preavvisi all'indirizzo della Legislazione sulle petizioni riguardanti sempre la giustizia e la formulazione di proposte per migliorarne il funzionamento.
«È stato un parto lungo e difficile - sottolinea da noi contattato Gianoni -. Spero che ora il plenum accolga questa proposta. È chiaro: si tratta di una soluzione frutto di una lunga discussione e di un compromesso. Ma è una buona soluzione e finalmente ci sarà una commissione parlamentare specializzata che si occuperà dei temi legati alla giustizia. E che fungerà così da ponte, da interfaccia tra il potere legislativo e quello giudiziario». Sempre che il parlamento approvi la proposta. I commissari che non hanno sottoscritto il rapporto, hanno tempo fino a mercoledì per presentarne uno (o più) di minoranza.
La proposta uscita ieri dalla Legislazione non soddisfa «per niente» uno dei suoi membri, il deputato Plr ed ex pp Jacques Ducry. È uno dei commissari che non hanno firmato il rapporto Gianoni. «Resto dell'idea - afferma Ducry - che in materia di giustizia occorra dar vita a una commissione parlamentare autonoma. Non a un organo, come in questo caso, che è un'emanazione della Legislazione visto che da quest'ultima proverrebbero i componenti della commissione di cui si propone l'istituzione. No quindi a una sottocommissione della Legislazione, io chiedo una commissione parlamentare indipendente. Abbiamo commissioni speciali sulla scuola, sulle questioni fiscali, sulla sanità e sull'energia, non vedo perché non si possa creare una commissione speciale anche sulla giustizia. Magari formata non da diciassette membri ma in ogni caso non limitata a un membro per gruppo parlamentare. La commissione dovrebbe poi esaminare anche i messaggi governativi, tutti i messaggi, che riguardano giustizia e magistratura». Ducry accenna inoltre alle modalità di nomina dei magistrati. «Argomento del quale si parla da tempo», ora il rapporto Gianoni «propone una soluzione che secondo me non porterà da nessuna parte. Si sarebbe dovuto fare una riflessione più ampia su questo tema». Redigerà un rapporto di minoranza? «Non lo so. Non lo escludo», risponde il parlamentare Plr.

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