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Abuso da parte del Comune

Da: La Regione, 28.08.08, pag 13

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Il governo: il centro raccolta degli scarti vegetali di Monte Carasso creato nel 2000 è illegale


A otto anni dalla sua creazio­ne il Municipio di Monte Caras­so deve procedere allo smantella­mento del centro di raccolta co­munale degli scarti vegetali. L'infrastruttura destinata ad ac­cogliere in deposito i rifiuti ver­di in attesa del loro smaltimento è infatti stata creata abusiva­mente dal Comune su un terre­no patriziale nei pressi del cam­po sportivo non espressamente destinato a tale scopo e senza aver preventivamente ottenuto una licenza edilizia. Lo ha sen­tenziato il Consiglio di Stato ac­cogliendo il ricorso presentato contro la licenza edilizia tramite la quale il Municipio intendeva sanare una situazione che si pro­trae dal 2000. « Trattandosi di un'attività svolta abusivamente (siccome priva di valida licenza edilizia), la stessa non poteva neppure iniziare » rileva il gover­no aggiungendo che « nessun in­teresse pubblico può in effetti giu­stificare l'operato del Municipio ». L'Esecutivo, preso atto della sen­tenza che non ha impugnato, ora - come spiega il municipale Giancarlo Grossi qui a fianco - è alla ricerca di una soluzione al­ternativa.
La sentenza del governo è sta­ta accolta come una vittoria su tutta la linea dai proprietari del condominio con una cinquanti­na di appartamenti che sorge nei pressi delle due parcelle destina­te dal Comune al deposito degli scarti vegetali. Da qualche anno ne contestavano la presenza vici­no alle loro abitazioni. Avevano assistito alla sua creazione su un terreno patriziale senza intrave­dervi alcun inconveniente. Que­sti hanno però cominciato a ma­nifestarsi in breve tempo per i residenti sottoforma di odori sgradevoli prodotti dalla fer­mentazione degli scarti vegetali depositati per più giorni e dal proliferare delle mosche. Ad una prima lamentela ufficiale, nel 2004, il Comune avrebbe risposto che il deposito avrebbe avuto ca­rattere provvisorio. Un provvi­sorio già esistente da alcuni anni e destinato, per il Municipio, a diventare definitivo nel 2006 quando viene presentata la do­manda edilizia per la formazio­ne di una piazza di raccolta per scarti vegetali. Domanda che ot­tiene la licenza edilizia due gior­ni prima delle elezioni comunali dello scorso aprile quando il Mu­nicipio respinge l'opposizione dei proprietari del condominio e dà il via libera alla realizzazione. Ciò anche sulla base del preavvi­so giunto dal Dipartimento del territorio. Da un lato l'ammini­strazione cantonale imponeva al Comune di adottare alcune rego­le per evitare che il centro di rac­colta potesse trasformarsi in un centro di compostaggio e per re­golare gli orari degli apporti da parte dei cittadini. Dall'altro au­torizzava a regolarizzare la si­tuazione.
Il preavviso del Dipartimento del territorio è però stato ribalta­to dal governo che ha accolto le tesi della Comunità dei compro­prietari del condominio Verde­monte. L'amministrazione si era detta favorevole alla realizzazio­ne della discarica vegetale. Ciò che però, rileva il Consiglio di Stato, in realtà non è possibile fare anche se il terreno in que­stione è destinato ad accogliere attrezzature ed edifici pubblici. Ma tale semplice indicazione non basta, sottolinea la sentenza replicando a una delle tesi avan­zate dal Municipio che in sede ri­corsuale si chiedeva (« addirittu­ra » scrive il Consiglio di Stato) il quesito a sapere se fosse stato ne­cessario richiedere la licenza dato il carattere temporaneo del deposito degli scarti. Non solo, spiega il governo, è necessaria la licenza edilizia poiché la piazza di raccolta creata a Monte Ca­rasso non è affatto provvisoria « visto che esiste dal 2000, e ciò in­dipendentemente dal fatto che il deposito vero e proprio duri solo alcuni giorni ». Ma per realizzar­la occorre che il Comune ne defi­nisca l'ubicazione nell'ambito di un ordinato procedimento piani­ficatorio. In caso contrario (se si lasciasse ai Municipi facoltà di colmare le aree destinate alle in­frastrutture pubbliche inseren­dovi qualsiasi costruzione ad uso collettivo) vi sarebbe « un'i­nammissibile elusione dei diritti spettanti ai cittadini ed agli altri interessati nell'ambito dell'ado­zione del Piano regolatore ». Quindi la licenza per il deposito non poteva essere concessa an­che se per il Municipio quella vi­cino alla residenza Verdemonte sarebbe l'unica possibile « lonta­no dall'abitato e in zona pianeg­giante ». DIEM




La piazza di raccolta contestata dai proprietari del condominio Verdemonte
A.
TI- PRESS/ D.

Il municipale Giancarlo Grossi: sarà smantellata, si cerca l'alternativa
« Abbiamo preso atto della sen­tenza e ci stiamo prodigando per garantire a tutti i cittadini del no­stro Comune la possibilità di con­tinuare a depositare i propri scar­ti vegetali. Il nostro obiettivo è di riuscire a trovare una nuova solu­zione al più presto. Transitoria­mente però occorrerà continuare a far capo all'odierna piazza per i rifiuti verdi ». La situazione crea­tasi pesa sulle spalle dell'attuale capodicastero Protezione gene­rale e ambientale di Monte Ca­rasso Giancarlo Grossi al quale ci siamo rivolti per conoscere le intenzioni del Municipio dopo che il governo da un lato ha di­chiarato abusivo il centro opera­tivo dal 2000 e dall'altro ha esclu­so la possibilità di regolarizzare la situazione. Una decisione che i proprietari del condominio Ver­demonte si attendono venga ri­spettata smantellando l'attuale centro. « Purtroppo non disponia­mo di molti spazi adeguati per certe attività che sono soggette a numerose prescrizioni - sottoli­nea -. Ne abbiamo individuati al­cuni che stiamo valutando. Paral­lelamente approfondiamo la pos­sibilità di poter collaborare con Bellinzona alla quale abbiamo ri­chiesto di poter far capo al centro all'ex Birreria ».

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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