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Caso Zali, il giudice per 2 ore da Perugini. Si prospetta una decisione in tempi rapidi

Da: CdT, 29.08.08, pag 16

<>Caso Zali, il giudice per 2 ore da Perugini


 Il magistrato del Tribunale penale cantonale interroga­to ieri dal procuratore nell'inchiesta per appropriazione semplice. Si prospetta una decisione in tempi rapidi

  Il giudice del Tribunale pena­le cantonale Claudio Zali ieri mat­tina, assistito dal suo difensore avvocato John Noseda, è stato in­terrogato dal procuratore pubbli­co Antonio Perugini nell'ambito dell'inchiesta che lo vede inda­gato per appropriazione sempli­ce. Perugini, ricordiamo, è suben­trato al procuratore generale Bru­no Balestra che aveva avviato l'in­chiesta. Il PG era uscito di scena in seguito ad una decisione della Camera dei ricorsi penali (CRP), presidente Mauro Mini, che ave­va accolto un ricorso presentato da Zali (che ne aveva chiesto la ricusa). L'interrogatorio è durato un paio di ore e probabilmente non sarà seguito da altre audizio­ni del giudice Zali. Il procurato­re pubblico Antonio Perugini ha focalizzato quelli che secondo lui sono i punti principali della vi­cenda: argomenti che una volta chiariti gli permetteranno di sti­lare la sua decisione. Da quanto si può dedurre, i tempi tecnici per la soluzione della vicenda do­vrebbero essere relativamente ra­pidi. Il procuratore pubblico Pe­rugini, decidendo sul caso, dovrà in pratica stabilire quale sia sta­to il ruolo del giudice Zali in una vicenda che interessa il diritto pe­nale minore. Tutto era cominciato all'inizio del 2006 quando il magistrato era stato interpellato da un'amica, proprietaria di un esercizio pub­blico del Luganese. La donna gli aveva chiesto consiglio nell'am­bito di una vertenza con la pre­cedente gerente. La vicenda era poi sfociata in un'inchiesta pe­nale condotta dal procuratore pubblico Arturo Garzoni. Della posizione di Zali si era invece oc­cupato il PG:l'alto magistrato do­po alcuni lunghi interrogatori, aveva deciso la promozione del­l'accusa. Dal canto suo il giudice ha sempre respinto le accuse contestategli.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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