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Elezione dei magistrati: basta con gli inciuci! Si torni al voto popolare!

Da: www.mattino.ch 26.4.09

Scritto da MDD   
domenica 26 aprile 2009
La vergognosa farsa che nei giorni scorsi ha portato alla nomina tacita dell'ennesima schiappa alla carica di Procuratore pubblico è la conferma che, se si mantiene lo sciagurato sistema dell'elezione parlamentare, la Magistratura ticinese non potrà che andare definitivamente a ramengo!!

Come c'era da aspettarsi, la nomina alla carica di superpagato procuratore pubblico dell'ennesima candidata "non all'altezza" si è trasformata in una indegna farsa. Poi ci si meraviglia se la giustizia ticinese va a catafascio!
Come si ricorderà, inizialmente era previsto che nella tornata appena conclusasi, il Gran Konsiglio scegliesse tra tre candidati. Nessuno dei quali era un'aquila, anzi, ragion per cui la Lega aveva deciso che avrebbe chiesto di rifare il concorso per la nomina di un nuovo PP, visti gli esiti miserandi: come detto si sono trovati solo tre candidati, e non certo delle "cime".
Già solo questo dato deve fare riflettere: perché solo tre candidati ad un posto di lavoro pubblico sicuro e strapagato, ed oltretutto in periodo di crisi economica? Forse che la reputazione della Procura è caduta così in basso che nessun valido giurista è più interessato ad entrarvi? E se è così, come mai si è giunti a tanto? Forse a seguito dei ben noti problemi di conduzione all'interno del Ministero pubblico, problemi che si trascinano da anni senza che nessuno si degni di metterci mano, vero uregiatt Gigio Pedrazzini?
Oppure si sono presentati solo in tre perché i candidati validi hanno pensato bene di astenersi sapendo che, senza il necessario "pistonamento" da parte del partito politico giusto, sarebbero andati incontro ad una umiliante, e magari immeritata, trombatura?

Il grande inciucio

Come avevamo scritto già la scorsa settimana, il solito inciucio partitico aveva designato alla carica di PP la candidata Chiara Borrelli, già sost PP, sulle cui prestazioni professionali, a Palazzo di Giustizia, sono in molti a storcere il naso (eufemismo), e che oltretutto gode pure della sinistra "fama" di moralista talebana. Proprio quello di cui c'era bisogno in questo sfigatissimo cantone!! Tuttavia c'era pur sempre la possibilità di un tardivo rinsavimento dell'Ufficio presidenziale del Gran Konsiglio, o addirittura dei partiti $torici, rinsavimento che portasse al rinvio dell'indecorosa nomina e alla riapertura del concorso, sperando in miglior fortuna.
Invece, una pippa! E' successo il peggio che poteva succedere, ma che, a ragion veduta, era anche prevedibile, essendo capitato più volte. Ossia: è rimasta in corsa solo la candidata designata dall'inciucio partitico, gli altri due si sono ritirati, sicché la nomina è avvenuta tacitamente: un culo per una cadrega, e tutto è finito a tarallucci e vino, alla faccia del cittadino che si trova con una giustizia inquirente sempre più rattoppata!!
Con questo modo di procedere il Parlamento non è neppure più autorità di nomina dei giudici. Diventa pura autorità di ratifica di decisioni prese dai partiti in base a logiche di pura e semplice lottizzazione del potere e scambio di favori. Logiche che nulla hanno a che vedere con le capacità professionali dei candidati.
I quali candidati, a meno che decidano di levare le tende per conto proprio, una volta eletti diventano inamovibili. Anche se si dimostrassero incapaci, alla successiva elezione scatterebbero i veti incrociati tra partiti. Ovvero: se tu trombi il mio magistrato, noi trombiamo il tuo, echissenefrega se si tratta di un giudice valido o di una schiappa! L'unico obiettivo dei partiti $torici è conservare posti di potere. Chi li occupa, è un dettaglio assolutamente irrilevante.
E stendiamo un velo pietoso sul ruolo della cosiddetta "Kommissione di esperti" chiamata a valutare i candidati magistrati, presieduta dal kompagno multimilionario John Rockefeller No$eda, già presidente P$! Kommissione il cui parere, ben lungi dall'essere obiettivo, è anch'esso al servizio dell'inciucio partitocratico!
Poiché dunque in questo sciagurato sistema di nomina parlamentare dei giudici, a contare è solo e soltanto l'inciucio partitocratico e nient'altro, la Lega chiede che si ritorni all'elezione popolare dei magistrati.
Per politicizzata che sia l'elezione popolare, lo sarà sempre meno del sistema attuale, e almeno il popolo potrà decidere se lasciare a casa un eletto poi dimostratosi incapace. E se i votanti - cedendo alle lusinghe dei partiti $torici il cui unico obiettivo è quello di mantenere posti di potere cui in base ai risultati elettorali non avrebbero più diritto ma che continuano a conservare lo stesso a seguito delle regole gattopardiane che vigono in questo sfigatissimo Cantone - continueranno a confermare delle schiappe, beh, per il malfunzionamento della giustizia potranno biasimare solo se stessi!

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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