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di Andrea Manna
L'idea di creare in seno al parlamento ticinese una ‘Commissione
giustizia' era stata lanciata nel 2002 dall'allora deputato Ppd,
nonché all'epoca relatore del rapporto riguardante il progetto di
nuova legge sul Gran Consiglio,
Fulvio Pezzati.
È stata poi ripresa l'anno scorso dalla Commissione della legislazione
con un'iniziativa generica che il plenum ha accolto. Iniziativa che è
quindi tornata in commissione per essere tradotta in una proposta di
modifica delle norme sul parlamento. L'argomento è all'ordine del
giorno anche della riunione di domani della Legislativa. Salvo rinvii,
sotto la lente dei commissari ci sarà di sicuro la bozza di rapporto
firmata dal popolare-democratico
Filippo Gianoni.
Nel documento, dice Gianoni alla "Regione Ticino", «
si invita il plenum del Gran Consiglio a istituire, rivedendo
pertanto la legge sul parlamento, una commissione ad hoc sulla
giustizia, il cui principale obiettivo sarà quello di fungere da
interfaccia, da ponte, come scrivo nel rapporto, fra il potere
giudiziario e quello
legislativo favorendo tra i due, nel totale rispetto della
separazione dei poteri, il passaggio delle informazioni, il dialogo
». Certe
richieste della magistratura, continua il relatore, «
molte volte non vengono capite dal Gran Consiglio: in parlamento si
innescano così delle discussioni che ledono l'immagine della nostra
giustizia
»».
Le mansioni
Diversi i compiti che, secondo quanto suggerisce Gianoni, verrebbero
attribuiti alla Commissione
giustizia. «
Vaglierebbe i rapporti del Consiglio della magistratura sul
funzionamento di questo o quell'ufficio giudiziario. Sempre dal
Consiglio della magistratura riceverebbe copia delle eventuali
sanzioni disciplinari. Preparerebbe anche la fase legata alla nomina
dei magistrati: in tal senso la Commissione giustizia si occuperebbe
- spiega Gianoni
-
dell'allestimento e della pubblicazione dei concorsi ma anche
dell'esame dei preavvisi allestiti dal Consiglio della magistratura
in caso di rielezione e dalla Commissione d'esperti indipendenti
per quel che concerne le nuove candidature, facendo in seguito un
rapporto all'attenzione del Gran Consiglio, chiamato a designare
giudici e procuratori pubblici, con tutti gli elementi necessari
affinché lo stesso parlamento possa decidere con piena cognizione di
causa
». Oggi, ricorda
il deputato Ppd, questa fase è di competenza dell'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio
«
che nel proprio rapporto al plenum si limita però a riprendere in
sostanza le conclusioni dei preavvisi del Consiglio della magistratura
e del gruppo di esperti
». La Commissione giustizia,
continua Gianoni, «
esaminerebbe inoltre i rendiconti annuali delle varie autorità
giudiziarie perché il parlamento possa effettivamente esercitare
l'alta vigilanza sul potere giudiziario
». Prendendo a suo tempo posizione, il gruppo giuristi della Vpod ha
paventato tra l'altro la trasformazione della Commissione giustizia
"in una sorta di Commissione parlamentare d'inchiesta permanente"... «
No, quella sulla Giustizia non sarà una commissione ficcanaso; non
si pronuncerà, e del resto non può farlo proprio in virtù del
principio della separazione dei poteri, sulle sentenze o sulle
decisioni emesse dai magistrati
», sottolinea
Gianoni: «
I suoi compiti sono altri e fra questi vi sarebbe pure quello di
presentare alla commissione granconsigliare della Legislazione delle
proposte per migliorare se del caso il funzionamento della giustizia
». Così come il compito di valutare «
le petizioni indirizzate al Gran Consiglio che hanno per oggetto il potere giudiziario
». I messaggi del governo su riforme legislative
che toccano la magistratura continuerebbero invece a finire sul tavolo «
della Commissione della legislazione
».
Composizione, divergenze
Con quest'ultima, spiega ancora
Gianoni, la prevista Commissione
giustizia avrebbe «
stretti contatti
». Anche perché i suoi membri («
un membro per ogni gruppo parlamentare
»), propone il relatore, «
farebbero già parte dalla Legislativa
». La Commissione giustizia «
sarebbe comunque completamente indipendente
dalla commissione del-
la Legislazione, non sarebbe una sua sottocommissione: per certi
aspetti mi sono ispirato alle commissioni parlamentari su BancaStato
e Aet per il controllo del mandato pubblico
».
Per il deputato del Plr
Jacques
Ducry,
giudice istruttore federale ed ex procuratore pubblico,
la Commissione giustizia «
dovrebbe essere sganciata del tutto da quella della Legislazione:
dovrebbe essere una commissione speciale - formata da almeno nove
parlamentari - come ne esistono già su altri settori importanti della
società, penso in particolare alle commissioni Sanitaria, Scolastica e
Tributaria
». Una commissione, quella sulla giustizia, «
che dovrebbe esprimersi anche in merito ai messaggi del Consiglio
di Stato su revisioni normative che interessano il potere giudiziario
».
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‘Si vuole anche favorire il dialogo tra i poteri giudiziario e legislativo'
TI- PRESS
TI- PRESS
Filippo Gianoni
Da: La regione, 5.12.08 pag 5
Commissione giustizia, la parola
torna ai gruppi parlamentari
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Commissione giustizia, se ne
riparlerà a gennaio. La parola torna intanto ai gruppi parlamentari. Quanti
membri dovrebbe contare la nuova commissione granconsigliare? Quali compiti
assegnarle? Sono i principali nodi che i deputati della Legislativa sono
chiamati a sciogliere prima di suggerire al plenum la creazione di una
Commissione giustizia (vedi pure "laRegioneTicino" di martedì). Se ne è parlato
anche nella seduta di ieri della Commissione della legislazione. Il Plr, con
Jacques Ducry, propone di istituire sulla giustizia una commissione speciale
(come la Scolastica, la Sanitaria ecc.), sganciata quindi a tutti gli effetti
dalla Legislativa, composta di almeno nove membri e competente ad esaminare
anche i messaggi del governo concernenti modifiche normative che interessano la
magistratura. « Una proposta che potrebbe
trovarmi d'accordo », dice il deputato Ppd Filippo
Gianoni, autore di una bozza di rapporto secondo cui la Commissione giustizia
non dovrebbe occuparsi dei messaggi del Consiglio di Stato, lasciando l'esame
di quest'ultimi alla Legislativa. « L'importante è arrivare con una
proposta unica in Gran Consiglio », aggiunge Gianoni. Ieri la
Commissione della legislazione ha quindi deciso di dare nuovamente la parola ai
gruppi parlamentari.
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