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Municipio di Locarno: ‘Caso Leukerbad': le lettere sparite

Da: La regione 2.12.08 pag 15

‘Caso Leukerbad': le lettere sparite
 Nel dossier di Palazzo Marcacci non c'è traccia di un carteggio del '99 relativo ai rischi finanziari per la Città


  L'incarto " Leukerbad" di Palazzo Marcacci non reca traccia del carteg­gio, datato primavera 1999, fra l'allo­ra Municipio e l'avvocato Sergio Sal­vioni. Un carteggio molto importan­te, perché ( anche se con il senno di poi) dimostra come la Città avrebbe a suo tempo potuto fare di più e me­glio per evitare di ritrovarsi oggi, a 9 anni di distanza, con una fattura di 826 mila franchi da saldare.
  Che vi sia un " buco" fra i docu­menti è certo, ma la notizia non vie­ne purtroppo confermata ufficial­mente. Di conseguenza, nessuna spiegazione valida viene fornita per chiarire il perché almeno 4 lettere di importanza centrale ( 3 scritte da Sal­vioni al Municipio, e una di risposta firmata dall'allora sindaco Marco Balerna e dall'ex segretario comuna­le Piero Marazza) siano andate per­se. Come laRegioneTicino ha riferito di recente, con le sue lettere l'avvoca­to Salvioni aveva cercato di sensibi­lizzare il Municipio circa la neces­sità di fare immediate e approfondite verifiche per evitare in futuro pesi fi­nanziari in relazione alle convenzio­ni sottoscritte con la Centrale d'e­missione dei Comuni svizzeri.
  Il legale locarnese, a suo tempo già incaricato da parecchi altri Co­muni di esaminare le problematiche dipendenti dalle convenzioni, scris­se una prima volta alla Città di Lo­carno nel marzo del ' 99, consiglian­dole in primis di verificare se per il Comune esistessero dei rischi, e se del caso di " approntare difese esami­nando attentamente eventuali negli­genze commesse dalla Centrale d'e­missione".
 
Dopodiché l'avvocato in­contrò il Municipio, e a stretto giro di posta ritenne di dover tornare a battere il chiodo comunicando che entro il mese di giugno la Centrale d'emissione avrebbe tenuto la sua assemblea con l'approvazione del­l'attività, quindi era fondamentale prendervi parte " debitamente pre­parati" per contestare il contestabi­le e introdurre nei 2 mesi successivi una causa verso la società e gli am­ministratori.
  Ma apparentemente non successe nulla. Tanto che il 16 aprile Salvio­ni, preoccupato, sollecitò una rea­zione del Municipio arrivando a ri­portare la sua personale impressio­ne che Locarno - così come altri Co­muni - non si rendesse pienamente conto della responsabilità che si stava assumendo. Oltretutto in quel momento era già chiaro che la Cen­trale di emissione aveva commesso delle negligenze ( non controllando a sufficienza le spese folli di Leukerbad), quindi i margini di ma­novra non mancavano. Poi la Città decise di nominare Salvioni a sua tutela, ma prima che questi venisse a saperlo ufficialmente, il mandato venne annullato. Di seguito, all'as­semblea della Centrale d'emissione vennero inviati l'ex segretario Ma­razza e il vicesegretario Gibolli. Che di ritorno comunicarono al Municipio che non v'era motivo di preoccuparsi. D. MAR.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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