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I giudici di pace perderanno la competenza sulle vertenze di carattere penale

Da: La Regione, 2.06.08, pag 8

Col nuovo codice di procedura tutti gli incarti alla magistratura


I giudici di pace in futuro non avranno più competenze in materia di diritto penale. Questo è quanto emerso dall'ottantesima assemblea ordinaria dell'Associazione ticinese dei giudici di pace, svoltasi sabato scorso sul passo del San Gottardo. Il cambiamento avverrà con l'adozione del nuovo Codice di procedura penale unificato a livello svizzero: gli attuali 26 codici cantonali saranno infatti so­stituiti da un nuovo testo, adottato dal parlamento federale il 5 ottobre del 2007 e che dovrebbe entrare in vi­gore il 1 ° gennaio 2010 ( la scadenza, tuttavia, slitterà verosimilmente al 2011, per attendere l'approvazione del nuovo codice di procedura civile uni­ficato, attualmente in fase di rielabo­razione alle Camere federali).
« Secondo le disposizioni del nuovo codice di diritto processuale penale svizzero - ha spiegato il presidente dell'associazione Veio Zanolini - i procuratori pubblici non potranno più rinviare le parti davanti al giudice di pace per un tentativo di conciliazio­ne » . Infatti, ha sottolineato il presi­dente, « secondo gli articoli 12 e 13 il nuovo testo non contempla fra le auto­rità che dispongono di competenza in materia penale la figura del giudice di pace » . Invece finora, ha proseguito Zanolini, « in base all'articolo 180 del­l'attuale codice di procedura penale ti­cinese, i procuratori pubblici hanno la facoltà di demandare a quest'autorità reati a querela di parte, come ad esem­pio le denunce per calunnia, per diffa­mazione, per ingiuria, per violazione di domicilio, per abuso telefonico e per altri reati minori » . Con l'introduzio­ne della nuova norma unificata, ha precisato il presidente dell'associa­zione, i magistrati saranno l'unica autorità giudiziaria ad avere compe­tenza in materia di conciliazione. Una limitazione, ha evidenziato Za­nolini, che esclude la possibilità per i cantoni di coinvolgere in tentativi di pacificazione un'autorità che non sia il ministero pubblico. Inoltre, ha ag­giunto, questa scelta inciderà note­volmente sui tempi della giustizia, perché i procuratori pubblici « si occu­pano principalmente di reati gravi del codice penale ».
Tuttavia, non è da escludere che in futuro ai giudici di pace vengano affi­date altre competenze. In questo sen­so il nuovo codice di procedura civile svizzero, potrebbe riservare qualche piacevole sorpresa. Tra le principali novità potrebbe esservi infatti l'intro­duzione, come regola, dell'obbligo di conciliazione, seppure soggetto a ec­cezioni, attraverso la creazione di un istituto di mediazione. Attualmente, ha chiarito Zanolini ci occupiamo di « cause civili e cause sommarie per un importo massimo di duemila franchi. Se effettivamente verrà creato l'istituto di mediazione, questa barriera non esisterà più, le cause saranno trattate più rapidamente e le preture avranno meno lavoro da svolgere ».
Sull'argomento è intervenuto an­che Luigi Pedrazzini, consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni, il quale ha ribadito che « questa nuova legge federale creerà problemi di rallentamento nella
giustizia
». Il direttore del Di ha spie­gato ai presenti di aver istituito un gruppo di lavoro per valutare le possi­bilità di preservare il ruolo dei giudi­ci di pace in materia penale. Ci si è però dovuti arrendere alle nuove im­posizioni: « Non c'è spazio per mante­nere questo tipo di competenza. La leg­ge è tassativa e non permette deroghe ». Zanolini ha poi presentato alcuni dati relativi l'attività giudiziaria del 2007. Il presidente dell'Associazione dei giudici di pace ha sottolineato quanto la giustizia popolare sia stata efficiente, visto che nel 2007 ha risolto quasi ottomila cause e appianato un centinaio di conflitti di natura pena­le. « Le cause civili ordinarie sono di­minuite del 20% rispetto alla media del 2004-2006. Tuttavia - ha prosegui­to Zanolini - siamo confrontati con casi più complessi. Il 95% delle cause sommarie, che ammontano a 6395 per il 2007, sono state risolte con senten­za ». Diversamente per i casi di conci­liazione in materia penale, che per il 2007 hanno fatto registrare un au­mento: « Sono state trattate 183 querele contro le 131 del 2006. Il 56% di queste sono state tentativi di conciliazione riusciti » ha rilevato il presidente, il quale ha poi aggiunto che dei 52 ri­corsi presentati « il 75% è stato respin­to o giudicato inammissibile e il 25% accolto o parzialmente accolto ». Zano­lini ha poi fatto sapere che l'impiego dei giudici di pace per il Cantone ha un costo contenuto che si aggira sui 650 mila franchi l'anno; in altre paro­le si tratta di « una giustizia molto eco­nomica » . L'assemblea, durante la quale è intervenuto anche il sindaco di Airolo Franco Pedrini, ha pure approvato all'unanimità i conti d'e­sercizio per l'anno 2007. S.C.




Con la vecchia procedura i magistrati demandavano le cause minori al giudice di pace
TI- PRESS

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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