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I giudici di pace in futuro non avranno più competenze in materia di
diritto penale. Questo è quanto emerso dall'ottantesima assemblea
ordinaria dell'Associazione ticinese dei giudici di pace, svoltasi
sabato scorso sul passo del San Gottardo. Il cambiamento avverrà con
l'adozione del nuovo Codice di procedura penale unificato a livello
svizzero: gli attuali 26 codici cantonali saranno infatti sostituiti
da un nuovo testo, adottato dal parlamento federale il 5 ottobre del
2007 e che dovrebbe entrare in vigore il 1 ° gennaio 2010 ( la
scadenza, tuttavia, slitterà verosimilmente al 2011, per attendere
l'approvazione del nuovo codice di procedura civile unificato,
attualmente in fase di rielaborazione alle Camere federali).
«
Secondo le disposizioni del nuovo codice di diritto processuale penale svizzero
- ha spiegato il presidente dell'associazione
Veio Zanolini
-
i procuratori pubblici non potranno più rinviare le parti davanti al giudice di pace per un tentativo di conciliazione
» . Infatti, ha sottolineato il presidente, «
secondo gli articoli 12 e 13 il nuovo testo non contempla fra le
autorità che dispongono di competenza in materia penale la figura del
giudice di pace
» . Invece finora, ha proseguito Zanolini, «
in base all'articolo 180 dell'attuale codice di procedura penale
ticinese, i procuratori pubblici hanno la facoltà di demandare a
quest'autorità
reati a querela di parte, come ad esempio le denunce per calunnia,
per diffamazione, per ingiuria, per violazione di domicilio, per abuso
telefonico e per altri reati minori
» . Con l'introduzione della nuova norma unificata, ha precisato il
presidente dell'associazione, i magistrati saranno l'unica autorità
giudiziaria ad avere competenza in materia di conciliazione. Una
limitazione, ha evidenziato Zanolini, che esclude la possibilità per i
cantoni di coinvolgere in tentativi di pacificazione un'autorità che
non sia il ministero pubblico. Inoltre, ha aggiunto, questa scelta
inciderà notevolmente sui tempi della giustizia, perché i procuratori
pubblici «
si occupano principalmente di reati gravi del codice penale
».
Tuttavia, non è da escludere che in futuro ai giudici di pace vengano
affidate altre competenze. In questo senso il nuovo codice di
procedura civile svizzero, potrebbe riservare qualche piacevole
sorpresa. Tra le principali novità potrebbe esservi infatti
l'introduzione, come regola, dell'obbligo di conciliazione, seppure
soggetto a eccezioni, attraverso la creazione di un istituto di
mediazione. Attualmente, ha chiarito Zanolini ci occupiamo di «
cause civili e cause sommarie per un importo massimo di duemila
franchi. Se effettivamente verrà creato l'istituto di mediazione,
questa barriera non esisterà più, le cause saranno trattate
più rapidamente e le preture avranno meno lavoro da svolgere
».
Sull'argomento è intervenuto anche
Luigi Pedrazzini,
consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni, il quale ha ribadito che «
questa nuova legge federale creerà problemi di rallentamento nella
giustizia
». Il direttore del Di ha spiegato ai presenti di aver istituito un
gruppo di lavoro per valutare le possibilità di preservare il ruolo
dei giudici di pace in materia penale. Ci si è però dovuti arrendere
alle nuove imposizioni: «
Non c'è spazio per mantenere questo tipo di competenza. La legge
è tassativa e non permette deroghe
». Zanolini ha poi presentato alcuni dati relativi l'attività
giudiziaria del 2007. Il presidente dell'Associazione dei giudici di
pace ha sottolineato quanto la giustizia popolare sia stata efficiente,
visto che nel 2007 ha risolto quasi ottomila cause e appianato un
centinaio di conflitti di natura penale. «
Le cause civili ordinarie sono diminuite del 20% rispetto alla media del 2004-2006. Tuttavia
- ha proseguito Zanolini -
siamo confrontati con casi più complessi. Il 95% delle cause
sommarie, che ammontano a 6395 per il 2007, sono state risolte con
sentenza
». Diversamente per i casi di conciliazione in materia penale, che per il 2007 hanno fatto registrare un aumento: «
Sono state trattate 183 querele contro le 131 del 2006. Il 56% di queste sono state tentativi di conciliazione riusciti
» ha rilevato il presidente, il quale ha poi aggiunto che dei 52 ricorsi presentati «
il 75% è stato respinto o giudicato inammissibile e il 25% accolto o parzialmente accolto
». Zanolini ha poi fatto sapere che l'impiego dei giudici di pace per
il Cantone ha un costo contenuto che si aggira sui 650 mila franchi
l'anno; in altre parole si tratta di «
una giustizia molto economica
» . L'assemblea, durante la quale è intervenuto anche il sindaco di Airolo
Franco Pedrini,
ha pure approvato all'unanimità i conti d'esercizio per l'anno 2007.
S.C.
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