Da: La regione 16.9.10 pag 13
‘Magistratura irresponsabile’
Caso Donati, l’avvocato Marco Broggini attacca gli inquirenti sulla fuga di notizie
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Marco Broggini ha accettato di tutelare Riccardo Donati nella sua nuova vertenza penale. Con il medico, l’avvocato locarnese si è incontrato per la prima volta ieri mattina al nono piano dell’Ospedale Civico di Lugano, dove Donati è piantonato da domenica perché accusato di violenza carnale ai danni della moglie. « Confermo di aver assunto il mandato e di essermi incontrato con il mio cliente, ma per ora non posso anticipare nulla circa la sua posizione », dice Broggini a laRegione Ticino . Perché non è tanto su aspetti specifici che il legale intende soffermarsi ora. Quanto sull’abituale “fuga di notizie” lungo il canale inquirentiRsi: « Ritengo quantomeno singolare il modo di procedere degli inquirenti che violando palesemente il segreto istruttorio, hanno affidato la loro versione dei fatti alla televisione di Stato. Questo modo d’agire non soltanto fa astrazione della presunzione di innocenza del mio cliente, ma lede gravemente la dignità della presunta vittima e di tutti i familiari ». Secondo Broggini quello assunto dalla Magistratura è « un comportamento irresponsabile ».
Calastri interpella
E censure arrivano anche dal campo della politica. In particolare dal deputato Riccardo Calastri, che sul tema ha inoltrato ieri un’interpellanza al Consiglio di Stato. « Complici i massmedia assetati di notizie, vere o presunte, degne o indegne di essere proposte ai lettori, la cronaca giudiziaria cantonale si sta rapidamente assimilando a quella italiana, che regolarmente pubblica documenti giudiziari ufficiali (denunce, verbali, atti d’accusa ecc.) che dovrebbero invece godere della massima riservatezza, sia per la tutela della presunzione d’innocenza degli accusati, sia soprattutto per la protezione delle vittime e dei latori delle denunce – scrive Calastri –. Protezione indispensabile affinché denunciare una violenza, un abuso, un reato in generale, in futuro non si trasformi in un boomerang dall’effetto dissuasivo per vittima e denunciante ». Questo caso, continua, « è esemplare: non soltanto è venuta meno la riservatezza circa il nome del denunciato, ma, cosa assai più grave, ai giornali è stata data in pasto anche l’identità di denunciante e vittima. Un fatto inaccettabile per la giustizia in uno Stato democratico ». Poi Calastri ricorda che « lo stupro è uno dei crimini meno puniti negli Stati Uniti, proprio a causa della ridottissima percentuale di denunce. È questo che vogliamo? Non dobbiamo piuttosto impegnarci affinché chi si rivolge a polizia e Magistratura ottenga la necessaria protezione? ». Pertanto, al governo Calastri chiede se intenda avviare un’inchiesta o chiedere alla Magistratura di provvedervi, in relazione alla fuga di notizie nel caso citato; e in che modo intenda agire per arginare il fenomeno della fuga di notizie dalla Magistratura.

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