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Tre corte telefonate bastano per fare un reato penale...

Da: CdT 16.12.2008 pag 16

Tre telefonate fanno un reato
 I retroscena della condanna del pastore del Moesano

  Alberto Pool non si è opposto alla multa di 200 franchi inflittagli per abuso d'impianti di telecomunicazione. Sostiene che aveva chiamato tre volte un ex inquilino per farsi restituire una motosega
  Tre corte telefonate bastano per fare un reato penale. Ne sa qualcosa il pastore del Moesano Alberto Pool che, come abbiamo riferito nelle scorse settimane, sivisto infliggere una multa di 200 franchi tramite un mandato penale emesso dal presidente del Circolo di Roveredo per abuso di impianti di telecomunicazione. Una condanna cui il pastore - gicandidato al Parlamento retico sulla lista PS - non siopposto. Ha pagato la multa e quindi­cresciuta definitivamente in giudicato durante il suo soggiorno in Brasile dove si trova avendo ottenuto un congedo sabbatico dalla chiesa evangelica di Grono.
  Dietro la condanna, come spiegatoci a complemento di quanto abbiamo gipubblicato dall'avvocato Rossano Guggiari patrocinatore di Alberto Pool che nel caso specifico non siaffidato a un legale, viun'intricata vicenda legata a una diatriba sorta tra il pastore e dei suoi inquilini. Con la fine della locazione questi ultimi hanno lasciato i locali traslocando i loro mobili e anche - tra l'altro - una motosega di proprietdel loro ex padrone di casa. Per ottenerne la restituzione Alberto Pool ha avviato una vertenza giudiziaria che ha fissato il termine di consegna del bene. Un termine che non sarebbe stato rispettato dando il via allo sviluppo che ha portato alla condanna. Di fronte ai reclami del pastore, l'uomo che in seguito l'ha denunciato per essere stato disturbato, avrebbe detto al pastore di non piimportunarlo telefonandogli di giorno poich lavora, ma di chiamarlo di notte dopo la chiusura dell'esercizio pubblico che gestisce.
  Su quanto successo in seguito, sul tenore e i contenuti delle telefonate intercorse tra il pastore e il suo ex inquilino le versioni fornite dai due protagonisti divergono. Incontrovertibili invece il fatto che il pastore evangelico sia stato riconosciuto colpevole di abuso di impianti di telecomunicazione. Un reato previsto dall'articolo 179 septies che recita:chiunque, per malizia o per celia, utilizza abusivamente un impianto di telecomunicazione per inquietare o importunare un terzo­punito, a querela di parte, con la multa. Per violarlo bastano anche tre telefonate: una notturna di 90 secondi, un'altra notturna di un solo secondo e una terza diurna di 78 secondi, come stabilito dalla giustizia grigionese.­Purtroppo Alberto Pool, invece di rivolgersi a me o a un altro qualsiasi legale che avrebbe potuto rimettere le cose al posto giusto e nel giusto contesto, ha pagato la multa che, detto per inciso­addirittura inferiore a quella comminata a chi "brucia" un semaforo - sottolinea l'avvocato Rossano Guggiari -. Era convinto (errando) che la faccenda finisse l. Non ha pensato che quella multa di 200 franchi, emessa ingiustamente per aver richiesto la sua motosega a colui che non la consegnava (nonostante un chiaro impegno) sarebbe diventata un calvario.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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