Da: La regione 30.10.10 pag 3
I giurati anche nelle future corti? Alternative al vaglio
Catenazzi (Divisione giustizia): stiamo studiando eventuali soluzioni per il dopo 28 novembre
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La sentenza è attesa per domenica 28 novembre. E se dalle urne ticinesi, contrariamente agli auspici del Consiglio di Stato e della maggioranza del parlamento, dovesse scaturire un no alla cancellazione della figura dell’assessore giurato e quindi alla relativa modifica della Costituzione cantonale? « Stiamo studiando delle soluzioni che possano conciliare l’eventuale verdetto negativo popolare con le esigenze del futuro codice », afferma dal Dipartimento istituzioni Francesco Catenazzi , alla testa dello staff della Divisione giustizia: « Per il momento ci sono delle ipotesi in corso di approfondimento da parte della Divisione. Quello che posso dire è che siamo già al lavoro ».
Più di tanto Catenazzi non si sbilancia. L’impresa è tuttavia ardua, perché « come la conosciamo oggi » la figura del giurato (popolare), che attualmente ‘integra’ le corti penali ticinesi, « non è di fatto compatibile » con la procedura penale unificata sul piano nazionale, la cui entrata in vigore è imminente (1° gennaio). « Secondo le nuove regole – ricorda Catenazzi da noi interpellato – l’assessore giurato, che non è un giurista né tantomeno un magistrato professionista, dovrebbe essere a disposizione della giustizia per molto più tempo di quanto non lo sia ora. Oggi partecipa soltanto al dibattimento, in futuro dovrebbe intervenire anche nelle fasi precedenti per l’esame – ad opera della Corte al completo, inclusi dunque i giurati – di questioni procedurali o di quelle prove che non verranno assunte nel dibattimento pubblico ».
Il fattore tempo e la complessità dei compiti con cui sarebbe confrontato dal prossimo 1° gennaio l’assessore giurato, nella versione odierna, erano stati evidenziati anche dal Consiglio di Stato: “Non si può ragionevolmente esigere che i giurati, che sono dei cittadini privi di una particolare formazione giuridica, estratti a sorte sull’apposita lista che comprende nel nostro cantone circa quattrocento persone, si tengano a disposizione della giustizia durante diverse settimane o diversi mesi, nei casi più importanti e complessi, per leggere ed esaminare attentamente, prima che cominci il processo propriamente detto, l’integralità degli atti – talora molto tecnici e voluminosi – che compongono una causa penale”. Questo e altro scriveva il governo sollecitando, tramite messaggio, la soppressione della figura dell’assessore giurato con conseguente modifica della Costituzione ticinese. Messaggio condiviso lo scorso giugno in Gran Consiglio da quarantuno deputati: ventuno i contrari e un astenuto. L’argomento giurati era già stato affrontato dal plenum in aprile, in occasione del varo degli adattamenti delle norme e delle strutture giudiziarie cantonali alla nuova procedura penale. Anche allora il parlamento si era pronunciato per l’eliminazione della figura dell’assessore giurato, respingendo con quarantacinque voti (ventitré i granconsiglieri favorevoli e quattro gli astenuti) un emendamento leghista che chiedeva di mantenerla.
Dopodiché c’è stato il messaggio del Consiglio di Stato, fatto proprio dal parlamento nella seduta di giugno. Il Gran Consiglio aveva infatti bocciato, ribadendo in pratica la decisione di aprile, il rapporto di minoranza di Andrea Giudici (Plr) contrario alla rimozione dalle corti penali dei giurati popolari e di conseguenza alla revisione della Costituzione. “Si può dire – annotava il relatore – che il nuovo Codice di procedura penale sia tagliato apposta per un sistema aperto alla partecipazione popolare, non volendo che un giudice unico decida da solo, ma dando comunque al presidente importanti ruoli di gestione procedurale. Ovvero, quindi, un sistema ‘alla ticinese’ migliorato”. Inoltre “la partecipazione dell’assessore giurato anche agli atti preparatori del processo lo arricchisce, finalmente avrà la possibilità di partecipare alle sentenze con più giudizio di causa”. Il rapporto fra l’altro suggeriva di rendere la presenza dei giurati obbligatoria “solo dai cinque anni di pena chiesti dal procuratore pubblico” e facoltativa “per i processi minori”.
Andrea Giudici: ‘Forse un comitato per non abolirli’
Nonostante il voto di giugno del parlamento, Giudici non si dà per vinto. E in vista della consultazione popolare del 28 novembre, « io e altri deputati contrari alla modifica costituzionale stiamo valutando l’istituzione di un comitato a favore del mantenimento degli assessori giurati », dichiara il granconsigliere Plr alla “Regione Ticino”.
« Ad ogni modo, e il Dipartimento delle istituzioni lo ha sottolineato a più riprese, la figura del giurato così come la intendiamo attualmente non risponde alle esigenze della nuova procedura penale – riprende Catenazzi –. Se passasse il ‘no’ – continua il capo dello staff della Divisione giustizia –, questa figura andrebbe pertanto ripensata. A Ginevra, per esempio, gli assessori giurati sono stati rimpiazzati da giudici laici, ossia non giuristi. Ripeto: stiamo studiando delle soluzioni qualora il popolo optasse per il ‘no’. Soluzioni che verrebbero sottoposte dapprima al governo e in seguito al Gran Consiglio. Considerati i tempi, verosimilmente la nuova figura di giudice popolare entrerà se del caso in funzione non al 1° gennaio, bensì nel corso del 2011 ». Se ne saprà di più dopo il 28 novembre.

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