Da: Il CdT, 8.7.08, pag 38
LETTERE AL CORRIERE
Il gallo che viola la legge
In un Comune un gallo canta e disturba i vicini. Si affidano alla Legge e il Municipio ordina l'allontanamento del gallo entro 10 giorni. Il Consiglio di Stato annulla tale decisione ritenendola sproporzionata (ed ha ragione perché bisogna tener conto che assieme al gallo vivono delle galline che sarebbero andate sicuramente in crisi senza l' unico maschio del pollaio!) I vicini si appellano al Tribunale Cantonale Amministrativo il quale sentenzia che il volatile deve essere, cito «...rinchiuso in una cella del pollaio, oscura e che non lasci trapelare la luce, insonorizzata con lana di vetro spessa almeno 8 cm, e ciò dalle 22.00 alle 07.00» . Una decisione fuori da ogni logica e buon senso, in contrasto poi con la Legge Federale sulla protezione degli animali. Tutto questo per punire un gallo che canta, in un mondo dove i galli e altri animali hanno sempre fatto sentire la loro voce per darci un segno che la Terra è ancora un posto meraviglioso in cui vivere. Vorrei che i tribunali fossero altrettanto severi con gli essere umani che minano la nostra salute e sicurezza. Un povero gallo deve stare richiuso perché canta: gli spacciatori, i violenti i vandali, i pedofili, gli stupratori, possono beneficiare di tutte le attenuanti, ottenere la condizionale, la riduzione della pena, l'assoluzione (come sentenziato dal Tribunale Federale per un pedofilo, solo perché la polizia non ha agito «correttamente» per incastrarlo: è più importante la correttezza o fermare con ogni mezzo chi mette in pericolo l' incolumità di altri bambini?). Possono andarsene in giro a delinquere di nuovo, tanto rinchiuderli non serve a nulla. Così lasciamo liberi i delinquenti che non fanno rumore e non disturbano il nostro sonno e ce la prendiamo con i galli che sono dannosi al quieto vivere.
Claudio Rossi, Gordola
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