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Dal presidente del Parlamento Norman Gobbi critiche al Governo fagocitato dai funzionari

Da: CdT, 2.1.09 pag 6

Norman Gobbi, il direttore d'orchestra
 Dal presidente del Parlamento critiche al Governo fagocitato dai funzionari


 Norman Gobbi, classe 1977, dal maggio scorso è il più giovane primo cittadino del Cantone. Nel ruolo di presidente del Gran Consiglio si sen­te un po' come un direttore d'orchestra chiamato a gestire tromboni e prime donne. Nell'intervista d'inizio anno non manca di dare la pa­gella al Consiglio di Stato, prossimo al giro di boa della legislatura: sufficiente. Ma esprime anche una critica: «L'impressione è che il Governo, fagocitato dall'amministrazione, non vede il fil-rouge ed è po­co sensibile alle opinioni della comunità». A maggio tornerà a vesti­re i panni del deputato leghista e dopo l'intesa PLRT-PPD-PS sul Pre­ventivo 2009 non esclude accordi tra la destra sociale e nazionale (Lega e UDC) con i partiti di centro, sempre che il PLRT «si tolga dal­l'obbligo morale di stringere alleanze a sinistra».
  PAGINA A CURA DI GIANNI RIGHINETTI
 L' INTERVISTA
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  Il 5 maggio quando è stato eletto alla presidenza aveva detto «cerchia­mo di portare un po' d'ordine in que­sto Parlamento». A otto mesi di di­stanza ritiene che l'obiettivo sia sta­to raggiunto?
 «Ho cercato da subito di imporre una conduzione democratica sì, ma ferma. Devo dire che il Parla­mento ha recepito il messaggio e le discussioni sono ordinate.
  Il presidente è a volte come il di­rettore d'orchestra, che deve ge­stireunpo' tutti i suonatori della sinfonia cantonale (tromboni e prime donne comprese)».
 Qual è stato il momento di massima dif­ficoltà e caos? Come ha cercato di por­vi rimedio?
 
«Al momento non ce ne sono sta­ti, anche perché - grazie al sup­porto del segretario generale e del consulente giuridico - ho sempre messo bene in chiaro le regole prima di eventuali discussioni».
 Ritiene che oggi il Parlamento rispec­chi il paese reale o c'è qualche sensi­bilità che non è rappresentata in aula?
 «Ci sono i disoccupati, gli operai, gli imprenditori, i sindacalisti, gli avvocati, i banchieri, gli ingegne­ri -architetti, i pensionati, gli stu­denti, gli animalisti, i cacciatori­pescatori, gli automobilisti, gli ambientalisti, gli spendaccioni e i risparmiatori. Abbiamo davvero tutta la società in un Parlamento cantonale e credo sia un bene, al di là di chi dice che "una volta era meglio"».
 I suoi predecessori hanno sempre la­mentato scarso interesse del Governo nei confronti del Legislativo. Le cose stanno ancora così o ritiene che qual­cosa sia cambiato?
 « La "malattia" del Governo sta nell'essere fagocitato da quanto l'amministrazione gli propina; in altri Cantoni i membri dell' Ese­cutivo siedono durante l'intera sessione in Parlamento. Nella scorsa sessione a Bellinzona, il Governo è rimasto per ben due giorni in Gran Consiglio con i Pre­ventivi 2009:credo sia un unicum negli ultimi anni».
 Il Preventivo 2009 è stato contrasse­gnato dall'alleanza PLRT-PPD-PS. Una soluzione contingente o una costan­te fino al 2011?
 «Le maggioranze, in un sistema proporzionale senza raggruppa­menti, si fanno e si disfano rego­larmente; nel caso contingente sa­rei stato ovviamente più contento che la maggioranza fosse stata fat­ta con la destra sociale e naziona­le (Lega-UDC). Quest'ultima va­riante non la escludo, ma a condi­zione che il partito di maggioran­za relativa ­si tolga dall'obbligo mo­rale di stringere alleanze a sinistra ».
 Il Governo nel primo anno delle legisla­tura ha prodotto poco. Nel secondo an­no ha formulato diverse proposte, pun­tualmente criticate, quando non fuci­late. Qual è la sua impressione? Dia la pagella di metà legislatura.
 «La mia impressione è che questo Esecutivo, fagocitato dall' Ammi­nistrazione,
Un Governo in ritardo cronico nel proporre temi. Il risultato? Si arriva sempre all'ulti­mo con esercizi da pompiere
  non vede il fil-rouge ed è poco sensibile alle opinioni della comunità. Come nel caso della Legge d' Applicazione della Nuova Politica Regionale, respin­ta da tutte le organizzazioni delle Città e dei Comuni di montagna. I ritardi - cronici - nel proporre i temi (si veda l'ultimo della Legge d'applicazione alla Legge federa­le sull'approvvigionamento elet­trico) è un altro elemento non po­sitivo di questo Governo; i temi so­no conosciuti e spesso prevedibi­li, ma si arriva sempre all'ultimo con esercizi da pompiere. La no­ta di sufficienza è corretta, ma manca il fil-rouge della strategia governativa per portare questo Cantone a migliori lidi (lavoro, opere, investimenti, riorganizza­zione amministrativa, ...)».
 A questo punto cosa si aspetta dalla politica cantonale nel 2009?
 «Principalmente, se la crisi sarà confermata nella sua importan­te gravità, misure reali di rilancio del lavoro e dell'economia».
 La crisi fungerà da collante tra i di­versi partiti o sarà un elemento di­sgregante, nel senso che ognuno ten­derà a profilarsi autonomamente?
 «Nei momenti difficili la Svizze­ra
Ho incontrato perso­ne e realtà differenti.
  Ho percepito che la gente è vicina alle istituzioni. Una piace­vole sorpresa
  ha saputo unirsi per il bene del Paese; auspico che questo spirito sia seguito anche in questa crisi che si preannuncia molto dura. Nell'unità però le varie sensibili­tà devono rimanere tali, in modo che tutti gli interessi siano tenu­ti in considerazione».
 Cosa le sta dando, a livello umano e politico, l'anno di presidenza?
 «Molto. Nelle mie presenze nella comunità ho incontrato molte per­s­one nuove e molte realtà differen­ti, conoscendo ambiti per me nuo­vi.
  Ho percepito che la gente, il Po­polo, è molto vicina alle Istituzio­ni e­apprezza quando queste si in­teressano del loro operato. Il lega­me cittadino- istituzione è stato per me una vera e piacevole sorpresa».
 Faccia un augurio ai ticinesi per l'an­no nuovo.
 «Nel 2009 auguro a tutte le cittadi­ni e tutti i cittadini di trovare mo­menti di serenità e gioia, di raggiun­gere gli obiettivi fissati e di poter esaudire un sogno che da tempo tengono nel cassetto».
 

 




SUPER PARTES

 Dal 5 maggio 2008 il leventinese Norman Gobbi è il punto di riferimento per tutti i parlamentari, indipendente­mente dallo schieramento politico.
  La sua conduzione, democratica ma ferma, ha messo ordine in un'aula nota per essere indisciplinata a caotica.
  (foto Nicola Demaldi)

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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