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Tripoli: pretesa fine procedura penale contro figlio Gheddafi --> la "legge" sarà uguale per tutti?

Da: La regione, 6.8.08, pag 5

<>La Libia esige scuse ufficiali dalla Svizzera
Tripoli vuole inoltre la fine della procedura penale contro il figlio di Gheddafi


Berna - La Libia pretende le scuse della Sviz­zera dopo l'arresto a Ginevra del figlio di Ghed­dafi e chiede l'archiviazione della procedura pe­nale avviata contro di lui. Sono queste le « attese » per trovare una via d'uscita dalla crisi, espresse da Tripoli in occasione del secondo viaggio della delegazione elvetica in Libia.
« Tripoli esige le scuse sul modo in cui Motassim Bilal Gheddafi (Hannibal Gheddafi) e sua moglie Aline sono stati trattati in occasione del loro arre­sto il 15 luglio scorso a Ginevra », ha spiegato ieri in serata il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae), Jean-Philippe Jeanne­rat, in una conferenza stampa a Berna. Jeanne­rat ha precisato che il governo libico vuole pure che siano definite « le modalità che portano alla fine della procedura penale ». Quest'ultima deci­sione
spetta tuttavia alle autorità ginevrine, ha sottolineato Jeannerat.
L'obiettivo della Svizzera è di ritornare alla si­tuazione vigente prima dell'arresto del figlio di Gheddafi, ha sottolineato Jeannerat. Per giunge­re a questo risultato, Berna, in accordo con Tri­poli, ha deciso di privilegiare la via bilaterale. « Dal 28 luglio al 1. agosto, una delegazione di­plomatica diretta dall'ambasciatore Pierre Helg si è nuovamente recata a Tripoli per incontrare diplomatici libici di alto rango. Le discussioni sono state intense e hanno portato a nuovi pro­gressi », ha detto Jeannerat, aggiungendo che si dovevano trovare accordi sul piano tecnico e procedurale.
Non è ancora chiaro come e quando si potrà trovare una soluzione, ha detto Jeannerat. Se si dovesse definire una possibilità per uscire dalla crisi, il portavoce non ha escluso che un consi­gliere federale si rechi a Tripoli.
Per quanto riguarda i due cittadini svizzeri - fra cui un dipendente di ABB - prima incarcera­ti e poi liberati la settimana scorsa in Libia, Jeannerat ha detto che i due stanno bene e han­no potuto contattare i parenti, ma non possono ancora lasciare il Paese.
I coniugi Gheddafi sono stati arrestati il 15 lu­glio a Ginevra per lesioni semplici, minacce e coazione ai danni di due loro domestici. La cop­pia, liberata il 17 luglio dopo il versamento di una cauzione di 500 mila franchi, è poi tornata in Libia. Ma l'arresto ha provocato lo sdegno di Tripoli, che ha attuato diverse misure di ritor­sione.
ATS




KEYSTONE
La legge per Gheddafi non è uguale per tutti....

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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