Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

Consiglio della magistratura: «Nessun elemento per imporre la sospensione del giudice Zali»

Da: Corriere del Ticino, 4.4.08, pag 19

<>«Nessun elemento per imporre la sospensione del giudice Zali»


Il Consiglio della magistra­tura ha deciso per il mo­mento di non prendere al­cun tipo di provvedimento

Claudio Zali.


Importanti sviluppi nella vicen­da che vede coinvolto, in margine ad un caso penale di piccolo ca­botaggio il giudice Claudio Zali, contro il quale il procuratore ge­nerale Bruno Balestra aveva pro­mosso in febbraio l’accusa per ap­propriazione semplice. Decisio­ne – si legge in un comunicato – di cui il Consiglio della magistra­tura ha preso atto esaminando at­tentamente le risultanze dell’in­chiesta penale e «senza ravvisare elementi che impon­gano la so­spensione provvisiona­le del magi­strato ».
La risoluzio­ne giunge a due settima­ne dal­l’istanza di ricusa nei confronti del procuratore generale presen­tata dal difensore di Zali, avvoca­to John Noseda, alla Camera dei ricorsi penali.
Pertuttoilmesedimarzo,ilmagi­strato aveva deciso di non andare in aula svolgendo il normale lavo­ro di ufficio. Nei prossimi mesi – prosegue lo scritto – il giudice Za­li non presiederà comunque, di­battimenti ritenuto che lo stesso magistrato, consapevole dell’inop­portunità di celebrare processi mentre è pendente nei suoi con­fronti un’inchiesta penale, ha chie­sto di essere temporaneamente trasferito dal Tribunale penale cantonale ad un’altra sezione del Tribunale d’appello».
La vicenda, ricordiamo, risale al­l’inizio del 2006 quando il giudi­ce Zali fu interpellato da un’amica proprietaria di un piccolo eserci­zio pubblico. Quest’ultima gli ave­va chiesto consiglio nell’ambito di una vertenza con la precedente gerente. La donna riteneva infatti di aver acquistato a fine 2004 ol­tre al cosiddetto avviamento, an­che l’inventario del ristorante e so­lo in un secondo tempo avrebbe appreso che in realtà una parte importante degli oggetti apparte­neva ad una terza persona. Nel settembre 2006 la precedente pro­prietaria inoltrò una denuncia pe­nale per appropriazione indebita nei confronti della titolare del ri­storante, estendendola ad even­tuali «complici o istigatori».




MAGISTRATO

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Commenti

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori

Ultimi articoli