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Esistono due giustizie

Da: Il Caffé, 7.9.08 (www.caffe.ch)

La lettera

Il dottor Daniele Maggiore, titolare e amministratore della Aidomed di Lugano, è stato arrestato con la moglie, anch'essa collaboratrice dell'azienda, il 3 dicembre del 2007 nell'ambito di un'inchiesta per truffa alle casse malati. Maggiore, che è stato in carcere per due mesi, è tutt'ora sotto inchiesta ed è stato sospeso dall'esercizio della libera professione medica.

La notizia della morte di Peter Rückert mi ha colpito. Come mi ha colpito, ma non affondato il mio arresto. Nessuno più di me e di mia moglie sa cosa può aver colpito Peter Rückert, la pressione psicologica dell'arresto, la repressione dell'isolamento, l'angoscia di aver sbagliato qualcosa e di non trovare nella propria vita un errore che possa portare all'arresto, la depressione latente che ci fa vedere tutto nero. E non nascondo che anch'io in carcere e poi fuori, ho avuto la voglia del guizzo del suicidio, guizzo che sono riuscito a fermare riuscendo a pensare ai miei tre figli. Probabilmente Peter Rückert non è riuscito a fermare questo guizzo e ha commesso l'irreparabile: la morte. Val la pena la morte per l'arresto? Chi ci può dire cosa è passato nella testa, nell'anima, nella psiche di questo pover'uomo che non è riuscito ad alzare gli occhi dal proprio male? E lo capiranno quei procuratori che, grazie a qualche delatore, condannano prima di inquisire o carcerano per quisquilie? 

La chiamano "proporzionalità"; è il criterio con cui i ministeri pubblici fanno "pesare" le loro decisioni in relazione alla grandezza, presupposta, di un danno causato da un presunto colpevole. Ma i ministeri pubblici la sanno trovare la "proporzionalità" nella morte di un individuo arrestato, messo in isolamento, additato a colpevole per truffa? Egli non ha stuprato in un ambulatorio medico, non ha ammazzato nessuno, non ha amputato la gamba sbagliata, eppure era additato, era stato sospeso.  Peter Rückert è stato sospeso come me, additato come me; eppure chi ha stuprato, chi ha ammazzato, chi ha amputato la gamba sbagliata non è stato "sospeso" dalla professione e non è stato condannato. 

Che esista una giustizia con un diverso metro di misura? Chissà, forse!

Daniele Maggiore

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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