Da: La regione 1.10.08 pag 14
Violazione segnalata alla magistratura
Per l'articolo su Cassa Pensioni Giuliano Bignasca sotto inchiesta
Quell'articolo non solo gli è costato il posto in seno al Consiglio di
amministrazione della Cassa Pensioni (CP) di Lugano, ma anche una
segnalazione al Ministero pubblico per violazione del segreto
d'ufficio.
Giuliano Bignasca, come si ricorderà, nell'edizione dello scorso 20 luglio del
Mattino della domenica,
sotto il titolo ‘ I trucchetti del trio di Gandria' aveva firmato uno
dei suoi feroci attacchi ai vertici dell'istituto previdenziale
cittadino ( meglio: alla sua presidente, alla sua direttrice e alla
terza componente femminile del
gruppo dirigenziale), accusandole di agire per privilegiare altri
concorrenti nella designazione di quella che l'articolo definisce «
la banca con cui collaborare
».
In verità il concorso indetto dalla CP mirava a scegliere l'istituto
cui affidare il mandato di ‘custode globale'. In sostanza, la banca che
avrebbe dovuto tenere le fila ‘conoscitive' tra i diversi gestori cui
è stato affidato l'ingente patrimonio ‘liquido' della Cassa Pensioni.
Nel suo assalto frontale, Giuliano Bignasca non si è però limitato ad attaccare le tre donne.
Ha anche fatto i nomi dei vari concorrenti, indicando come tanto Ubs
che Cs non apparissero in cima alla graduatoria (cosa che egli non ha
gradito). Da qui la reazione dei vertici della Cassa: la violazione del
segreto d'ufficio è apparsa ai loro occhi così crassa da giustificare
non solamente l'avvio della procedura disciplinare (peraltro già
prospettata a Bignasca in occasione di un precedente ammonimento), ma
anche una segnalazione alla magistratura. Magistratura che, nella
persona della sost pp Clarissa Torricelli, ha nel frattempo già
proceduto
ad alcune audizioni. La fattispecie mostra comunque sostanziali
diversità rispetto alla precedente ‘fuga di notizie' determinata da
Bignasca. Allora vennero diffuse informazioni circa ‘presunte perdite'
della Cassa Pensioni che di fatto erano false, frutto di un errore
comunicato peraltro come tale a tutti i membri del Cda.
Questa volta i responsabili della Cassa rivolgono al medesimo Bignasca
l'accusa di aver agito nell'intento di destabilizzare il processo
decisionale cercando così di pilotare, sì, lui stesso la scelta in
atto.
Commenti