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Il suo ufficio è a Lugano, al secondo piano del Palazzo di giustizia. Fra quelle pareti ha interrogato accusati noti e meno noti, ha ricostruito i flussi di denaro all'origine di malversazioni finanziarie, ha firmato atti e decreti d'accusa e archiviazioni. Lunedì 30 giugno lascerà definitivamente il Palazzo, perlomeno come magistrato. Sono questi gli ultimi giorni al Ministero pubblico di Maria Galliani, la pp delle inchieste Mastro, Rossi/Betschart/BancaStato, Stinca, Lombardi, Stm, Sogevalor e Hcl, per citarne alcune. Dodici anni in magistratura, dodici anni in Procura: dapprima nella sede di Bellinzona e poi in quella di Lugano (« Sono sempre stata per l'unificazione logistica del Ministero pubblico a Lugano: organizzare una struttura dislocata è molto più difficile e richiede più risorse finanziarie »). Galliani, 47 anni, tornerà a fare l'avvocato, l'avvocato penalista (il brevetto lo ha conseguito nel 1988, un anno dopo è diventata anche notaio). Originaria di Morbio Inferiore, laurea in diritto all'Università di Zurigo nell'86, Galliani, eletta Pp dal parlamento cantonale su proposta del Plr, è entrata al Ministero pubblico nel gennaio 1997. Ha in seguito assunto la carica di procuratrice generale aggiunta e il coordinamento della squadra di procuratori che si occupano delle inchieste sui reati economico-finanziari. "Un magistrato di grande autorevolezza, di grande competenza e di grande indipendenza", ha dichiarato a fine marzo il capo del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini subito dopo aver appreso delle dimissioni di Galliani.
La "Regione Ticino" ha ieri intervistato la Pga, nel suo ufficio al secondo piano del Palazzo di giustizia.
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