Da: Mattino della domenica, 11.05.08, pag 10
Giudicatura di pace a ritmo di lumaca
Due anni per una sentenza
Nel frattempo la debitrice ha avuto tutto il tempo per rendersi uccel di bosco
Lo scopo delle giudicature di pace dovrebbe essere quello di giungere - o almeno: di cercare di giungere - ad una composizione bonale delle divergenze, evitando di andare per lunghe per vie giudiziarie. Il condizionale, "dovrebbe", è d'obbligo. Specialmente nel caso della signora LF che ha avuto una vertenza con un'agenzia di viaggio. La decisione del giudice di pace, alla faccia della celerità, è arrivata addirittura dopo due anni. Nel frattempo la debitrice ha avuto tutto il tempo di trasferirsi in Italia... quindi addio ai soldi.
Tutto ha inizio nel dicembre 2004, quando Lucie F prenota un viaggio per Rio tramite l'agenzia di viaggio Giramondo, ma qualcosa va storto: la donna all'ultimo momento deve prendere un altro volo subendo un danno economico di 370 Fr. La titolare dell'agenzia di viaggi non vuole però rifonderla. Si giunge davanti al giudice di pace di Lugano. L'udienza è fissata per il 18 maggio 2005. Non si giunge ad un accordo. Le parti vengono quindi congedate. Poi? Poi... il silenzio. Un lunghissimo silenzio.
Nel frattempo la titolare dell'agenzia di viaggi cambia nome alla ditta (sotterfugio notorio) e poi si trasferisce in Italia. Lucie F non è però stata inattiva. Dal 18 maggio 2005 ha mandato alla giudicatura di pace di Lugano non meno di 6 richiami scritti: chiedendo finalmente l'emissione della sentenza. Senza contare le telefonate. Ma la sentenza arriva solo l'11 giugno 07. Quindi dopo un'attesa di due anni. La sentenza dà ragione a Lucie F: la titolare dell'agenzia le deve pagare 370 Fr. Ma intanto quest'ultima non è più in Svizzera: nell'aprile 07 si è trasferita in Italia. E non ha nemmeno ritirato la raccomandata con l'ingiunzione di pagamento a suo carico.
Lucie F naturalmente protesta con il giudice di pace: se quest'ultimo avesse deciso in tempi ragionevoli, non dopo due anni, lei avrebbe avuto i suoi soldi. Il giudice di pace in tutta tranquillità risponde: "Ma non c'è problema, possiamo andare a prenderla (la debitrice) anche in Italia". Eh già. Infatti poco tempo dopo, rispondendo per iscritto all'ennesima sollecitazione di Lucie F, il giudice di pace è costretto mettere nero su bianco che, per ottenere i soldi, occorrerebbe procedere in via di rogatoria internazionale e quindi consiglia alla signora, di cui ha di recente riconosciuto la legittimità delle pretese, a lasciar perdere.
Un fulgido esempio di "buon" funzionamento della giustizia. Il problema evidentemente è la sentenza della giudicatura di pace che ci mette due anni ad arrivare, ciò che ha dato ampiamente modo alla debitrice di cumulare altri debiti e poi di mettersi fuori dalla portata dei creditori. Oltre a questo, Lucie F denuncia l'atteggiamento arrogante del giudice di pace nei suoi confronti.
Una cosa è certa: due anni d'attesa per una sentenza di giudicatura di pace sono un'assurdità. Se poi nel frattempo il creditore ha tutto il tempo di rendersi uccel di bosco, c'è da chiedersi se queste giudicature servano al cittadino a far valere i propri diritti... o se invece servano a farglieli perdere. Facendo il gioco del "pufatt" di turno. Ma non c'è nessuno che controlla?
Nel frattempo Lucie F ha ricevuto una multa di circolazione. "Non intendo pagarla - dichiara la donna - non vedo perché dovrei essere l'unica che paga".
MDD
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