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Coniugi Droz barricati in casa senza mangiare

Da: CdT 4.2.09 pag 18

Coniugi Droz barricati in casa senza mangiare


 Michele e Rosangela pro­seguono la loro lotta dal domicilio di Sobrio

  Michele e Rosangela Droz han­no deciso di barricarsi nella loro abitazione di Sobrio e di non più uscire di casa fino a quando le au­torità cantonali non prenderan­no posizioni sulla loro vicenda che si trascina di anni. Se ciò non accadrà entro lunedì prossimo e se nel frattempo non avranno ot­tenuto anche la garanzia della so­spensione di qualsiasi procedura esecutiva da parte dello Stato nei loro confronti, inizieranno anche uno sciopero della fame ad ol­tranza.
  Michele Droz - l'ex funzionario del Dipartimento finanze econo­mia protagonista di quello che da tempo è diventato il «Caso Droz» per la denuncia di mobbing e bossing di Stato -, e la moglie, continuano a portare avanti la lo­ro battaglia contro il Cantone e tutte le sue istituzioni (procura­tore generale compreso)che, so­stengono, oltre a non degnarli di una risposta da tempo, li avreb­be trattati in modo «scandaloso quanto vile».
  La goccia che ha fatto trabocca­re il vaso portando i coniugi Droz a decidere di barricarsi in casa è il fatto che nei giorni scorsi agen­ti di polizia si sono nuovamente presentati al loro domicilio per eseguire un ordine di traduzione forzata dell' Ufficio esecuzione e fallimenti di Faido. Ufficio pres­so il quale da tempo è pendente una procedura di pignoramento nei confronti dei due che si rifiu­tano di procedere al pagamento di 2.500 franchi di ripetibili ai quali sono stati condannati.
  «A salvaguardia dei nostri interes­si familiari comuni e della nostra dignità di onesti e laboriosi citta­dini ticinesi - spiegano nel comu­nicato tramite il quale hanno an­nunciato la loro azione di prote­sta -, rimarremo barricati in casa fino a quando riceveremo una ri­sposta esauriente alle nostre do­mande da anni poste al Gran Con­siglio, con l'assicurazione che il cosiddetto "Caso Droz" sarà po­sto sotto inchiesta e sarà messo all'ordine del giorno per essere trattato nella prossima seduta del Gran Consiglio del 16 febbraio».

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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