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Strage in famiglia, cinque morti a Verona. Un uomo uccide moglie e figli e si suicida

Da: La regione 22.11.08 pag 10

Strage in famiglia, cinque morti a Verona
 Un uomo uccide moglie e figli e si suicida


  Verona - Ha ucciso la moglie, i tre figli poi si è sparato un colpo alla testa. E ancora non si sa per­ché. Si sa solo che in Italia si uccide più in casa di quanto faccia la mafia per strada.
  Un commercialista di Verona, Alessandro Ma­riacci, ha sterminato la famiglia, sparando giovedì sera alla moglie Maria Riccarda e ai suoi figli Jaco­po, Nicolò e Filippo di 3, 6 e 9 anni.
  La tragedia è avvenuta in una casa di San Felice Extra, alle porte di Verona. I cinque corpi sono stati trovati dalla donna delle pulizie: la donna ed il bam­bino più piccolo erano riversi sul pavimento della taverna della casa, nella camera matrimoniale c'e­rano i cadaveri di altri due bambini e sul letto il cor­po dell'uomo, che si è ucciso con un colpo di pistola alla tempia.
  Accanto al cadavere c'erano due pistole semiauto­matiche, una delle quali con il cane alzato. Per la po­lizia, che sta conducendo le indagini, non è escluso che l'omicida-suicida le abbia usate entrambe.
  La famiglia viveva in una porzione di una casa colonica, ristrutturata, con una corte privata. Un bella abitazione, perfettamente ordinata. Nella casa non è stato trovato finora alcun biglietto che possa aiutare a comprendere le ragioni della strage. Se­condo le prime ipotesi della polizia, la tragedia po­trebbe essere avvenuta le 22.30 e le 23 di giovedì. Al­cuni vicini avrebbero detto di aver sentito intorno a quell'ora dei colpi secchi, ma non di averci fatto par­ticolarmente caso.
  Il dramma di Verona conferma lo spaventoso tas­so di violenza che si consuma tra le mura domesti­che in Italia: un morto ogni due giorni, oltre 1.300 vittime in sei anni. La famiglia italiana uccide più della mafia, della criminalità organizzata straniera e di quella comune.
  Quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro, la casa, si trasforma invece nel posto a più elevato ri­schio: sette delitti su dieci avvenuti nella sfera fami­liare nel 2006, sono stati compiuti tra le mura dome­stiche. Dai dati degli ultimi due rapporti Eures­Ansa sull'omicidio volontario in Italia - relativi agli anni 2005 e 2006 - emerge una realtà inequivocabile: un omicidio su tre avviene in ambito familiare.
  Nel 2006 le vittime di omicidi in famiglia sono sta­te 195, pari al 31,7% di quelle complessive, con una crescita del 12% rispetto all'anno precedente, quan­do le vittime furono 176 (il 29,1% del totale). Le vitti­me di mafia sono state, nel 2006, il 25,2% del totale, e solo il 12,7% del totale degli omicidi quelle della tan­to temuta microcriminalità. ANSA/RED

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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