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Assegni familiari UNIA : un diritto anche per chi è indipendente

Da: CdT 7.10.08 pag 7

Assegni familiari UNIA: un diritto anche per chi è indipendente

In vista della discussione parlamentare sui nuovi aiuti alle famiglie in appli­cazione della legge federale
  Gli assegni familiari devono es­sere riconosciuti anche ai lavora­tori indipendenti. È quanto chie­de UNIA in vista del dibattito in Gran Consiglio sulla nuova legge che sancisce il diritto agli assegni familiari. La legge quadro si è resa necessaria in applicazione della normativa federale che armoniz­za i regimi cantonali e stabilisce le condizioni minime applicabili su tutto il territorio nazionale. In ef­fetti, la nuova legge lascia libertà di scelta ai Cantoni in materia di riconoscimento del diritto all'as­segno per i lavoratori indipenden­ti. UNIA, in una sua presa di posi­zione, evidenzia di ritenere che questa categoria di lavoratori, al pari dei lavoratori salariati, deve poter usufruire dell'importante supporto economico legato al ver­samento degli assegni per i figli, secondo il principio «un bambi­no, un assegno». Il riconoscimen­to del versamento degli assegni fa­miliari anche per gli indipenden­ti è una «questione di giustizia».
 

 

Da: CdT 8.10.08 pag 10

Assegni anche agli indipendenti?
 Il Governo e la Gestione dicono no, ma il PS rilancia la proposta


 La Commissione della gestione ha sottoscritto il rappor­to favorevole alla nuova Legge sugli assegni di famiglia facendo proprie le proposte del Dipartimento della sani­tà e della socialità - Ma i socialisti vogliono di più

  Dopo l'esortazione del sinda­cato OCST e di UNIA ad estende­re l'assegno familiare anche ai la­voratori indipendenti, ieri i parla­mentari del PS in Gestione hanno presentato un formale emenda­mento per fare in modo che que­sto scenario diventi realtà nella sessione di Gran Consiglio che si aprirà il 20 ottobre. In Gestione il PS non ha però trovato altri parti­ti pronti a sostenere la proposta: «Per il momento siamo dell'opi­nione che sia meglio rinunciare all'estensione dell'assegno ai la­voratori indipendenti - afferma il relatore Giovanni Jelmini - inat­tesa che degli sviluppi di un'ini­ziativa del medesimo tenore in di­scussione a livello federale». Se­condo i calcoli del DSS procede­re ora in questo senso comporte­rebbe una spesa supplementare di 16,9 milioni di franchi, che non andrebbero però a pesare sulle fi­nanze cantonali. Ma il PS insiste: «Un sì al nostro emendamento da­rebbe un sostanzioso aiuto finan­ziario al 90% dei figli degli indi­pendenti, in particolare per le fa­miglie di indipendenti dei cosid­detti ceti medi e bassi, che tutti i partiti dicono di voler difendere. Inoltre eliminerebbe una dispari­tà di trattamento insostenibile ri­spetto ai salariati». Ma Jelmini ri­batte che, a giustificazione del no all'estensione, va considerata la legislazione ticinese che «oltre agli assegni ordinari, prevede anche assegni familiari di complemen­to (assegni integrativi di prima in­fanzia) che rientrano nel discor­so generale della politica canto­nale concernente gli assegni di fa­miglia ». Ad oggi sono 12 i Cantoni che si preparano a riconoscere il diritto anche ai lavoratori indipen­denti.
  Il PS, con un secondo emenda­mento, chiede l'introduzione di di una perequazione degli oneri fra le casse di assegni familiari (soluzio­ne in vigore in 17 Cantoni), evitan­do, come fa il messaggio licenzia­to dal Dipartimento di Patrizia Pe­senti, «di rinviare tutto alla calen­de greche». Si tratterebbe, rimar­cano i deputati socialisti «di elimi­nare una disparità di trattamento, insostenibile alla luce del fatto che gli assegni figli versati sono ugua­li per tutte le casse. Questo per­metterebbe «di migliorare la situa­zione economica di taluni settori meno favoriti».
  La modifica della Legge sugli as­segni di famiglia si è resa neces­saria dopo il sì popolare (in Ticino il consenso era stato del 75,8%) all'aumento dell'assegno mensi­le da 183 a 200 franchi al mese per figlio fino ai 16 anni e 250 franchi per figlio in formazione, al mas­simo fino al compimento del 25esimo anno. Una modifica che in nel Cantone, per volontà del Parlamento, è già entrata in vigo­re all'inizio del 2008, mentre nel­la maggior parte dei Cantoni ve­drà la luce a partire dal prossimo anno.
  La modifica della legge, anche senza l'estensione dell'assegno per i lavoratori indipendenti, comporterà per il Cantone un maggiore spesa di 6 milioni di franchi: 2,9 milioni a causa del­la partecipazione diretta al finan­ziamento dell'assegno integrati­vo, 1 milione nella veste di dato­re di lavoro per il sostegno del­l'assegno integrativo e ulteriori 2,1 milioni per il Cantone in ve­ste di datore di lavoro a seguito dell'adeguamento dell'aliquota contributiva per il finanziamen­to degli assegni familiari ai suoi dipendenti.
  Complessivamente il costo della riforma federale è pari a 44,1 mi­lioni: 37,7 quale maggior spesa per i salariati e 6,4 milioni che verran­no caricati sulle spalle delle per­sone senza attività lucrativa. La nuova legge introduce il principio «un figlio, un assegno».
  L'incremento della spesa andreb­be finanziato con un aumento me­dio (considerando tutte le casse attive in Ticino)dell'aliquota con­tributiva di circa lo 0,4%.
  Contrariamente al testo vigente, che determina il diritto all'asse­gno in proporzione al grado di oc­cupazione del genitore, la legge avallata ieri dalla Gestione, rico­nosce assegni interi indipenden­temente dal grado di occupazio­ne dei salariati. gi.ri.
 




FAMIGLIA Da gennaio i salariati ticinesi ricevono già 200 franchi al mese di assegno per ogni figlio. (foto Keystone)
 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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