|
La Commissione della gestione ha sottoscritto il rapporto
favorevole alla nuova Legge sugli assegni di famiglia facendo proprie
le proposte del Dipartimento della sanità e della socialità - Ma i
socialisti vogliono di più
Dopo l'esortazione del sindacato OCST e di UNIA ad estendere
l'assegno familiare anche ai lavoratori indipendenti, ieri i
parlamentari del PS in Gestione hanno presentato un formale
emendamento per fare in modo che questo scenario diventi realtà nella
sessione di Gran Consiglio che si aprirà il 20 ottobre. In Gestione il
PS non ha però trovato altri partiti pronti a sostenere la proposta:
«Per il momento siamo dell'opinione che sia meglio rinunciare
all'estensione dell'assegno ai lavoratori indipendenti - afferma il
relatore Giovanni
Jelmini
- inattesa che degli sviluppi di un'iniziativa del medesimo tenore in
discussione a livello federale». Secondo i calcoli del DSS procedere
ora in questo senso comporterebbe una spesa supplementare di 16,9
milioni di franchi, che non andrebbero però a pesare sulle finanze
cantonali. Ma il PS insiste: «Un sì al nostro emendamento darebbe un
sostanzioso aiuto finanziario al 90% dei figli degli indipendenti, in
particolare per le famiglie di indipendenti dei cosiddetti ceti medi
e bassi, che tutti i partiti dicono di voler difendere. Inoltre
eliminerebbe una disparità di trattamento insostenibile rispetto ai
salariati». Ma Jelmini ribatte che, a giustificazione del no
all'estensione, va considerata la legislazione ticinese che «oltre agli
assegni ordinari, prevede anche assegni familiari di complemento
(assegni integrativi di prima infanzia) che rientrano nel discorso
generale della politica cantonale concernente gli assegni di famiglia
». Ad oggi sono 12 i Cantoni che si preparano a riconoscere il diritto
anche ai lavoratori indipendenti.
Il PS, con un secondo emendamento, chiede l'introduzione di di una
perequazione degli oneri fra le casse di assegni familiari (soluzione
in vigore in 17 Cantoni), evitando, come fa il messaggio licenziato
dal Dipartimento di Patrizia Pesenti, «di rinviare tutto alla calende
greche». Si tratterebbe, rimarcano i deputati socialisti «di
eliminare una disparità di trattamento, insostenibile alla luce del
fatto che gli assegni figli versati sono uguali per tutte le casse.
Questo permetterebbe «di migliorare la situazione economica di taluni
settori meno favoriti».
La modifica della Legge sugli assegni di
famiglia si è resa necessaria dopo il sì popolare (in Ticino il
consenso era stato del 75,8%) all'aumento dell'assegno mensile da 183
a 200 franchi al mese per figlio fino ai 16 anni e 250 franchi per
figlio in formazione, al massimo
fino al compimento del 25esimo anno. Una modifica che in nel Cantone,
per volontà del Parlamento, è già entrata in vigore all'inizio del
2008, mentre nella maggior parte dei Cantoni vedrà la luce a partire
dal prossimo anno.
La modifica della legge, anche senza l'estensione dell'assegno per i
lavoratori indipendenti, comporterà per il Cantone un maggiore spesa di
6 milioni di franchi: 2,9 milioni a causa della partecipazione diretta
al finanziamento dell'assegno integrativo, 1 milione nella veste di
datore di lavoro per il sostegno dell'assegno integrativo e ulteriori
2,1 milioni per il Cantone in veste di datore di lavoro a seguito
dell'adeguamento dell'aliquota contributiva per il finanziamento
degli assegni familiari ai suoi dipendenti.
Complessivamente il costo della riforma federale è pari a 44,1
milioni: 37,7 quale maggior spesa per i salariati e 6,4 milioni che
verranno caricati sulle spalle delle persone senza attività
lucrativa. La nuova legge introduce il principio «un figlio, un
assegno».
L'incremento della spesa andrebbe finanziato con un
aumento medio (considerando tutte le casse attive in
Ticino)dell'aliquota contributiva di circa lo 0,4%.
Contrariamente al testo vigente, che determina il diritto all'assegno
in proporzione al grado di occupazione del genitore, la legge avallata
ieri dalla Gestione, riconosce assegni interi indipendentemente dal
grado di occupazione dei salariati.
gi.ri.
|
Commenti