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TICINO. Fanno la fame piuttosto che chiedere aiuto allo Stato. Quanto costa un figlio?

Da: www.tio.ch del 8.7.10 (link all'articolo)

Quanto costa un figlio?
La ricerca è stata pubblicata lo scorso anno dall’Ufficio federale di statistica. Le stime dicono che per una coppia il costo diretto medio di un solo figlio (media calcolata dagli zero ai 21 anni) è di 819 franchi al mese. Solitamente si tratta di un costo coperto prevalentemente grazie alla diminuzione dei consumi da parte dei genitori. Avere due figli costa 1’310 franchi al mese (655 a testa). Averne tre 1584 franchi al mese (528 a testa). Diverso il discorso per le famiglie monoparentali. In questi casi il costo diretto medio di un figlio è di 1092 franchi al mese. L’aumento dei costi rispetto alla coppia classica è dovuto essenzialmente a due fattori. Innanzitutto il costo della vita in un’economia domestica in cui c’è un solo adulto è più elevato. Secondariamente non va dimenticato che nelle famiglie monoparentali spesso i figli non sono neonati, ma hanno già un’età avanzata, che è appunto sinonimo di costi più elevati.

TICINO
Fanno la fame piuttosto che chiedere aiuto allo Stato

Ma quanto è dura per alcuni metter su famiglia! Per orgoglio, per ignoranza o per vergogna decine di genitori tirano la cinghia anziché ricorrere ai sussidi.

BELLINZONA – Faticano ad arrivare alla fine del mese, tirano la cinghia in silenzio. Sono famiglie con figli e con un reddito basso. Potrebbero chiedere aiuto allo Stato, ma non lo fanno. Per vergogna. Per orgoglio. Per ignoranza. In Svizzera sono a centinaia, anche se il numero esatto non lo si può conoscere. Per questi padri e queste madri tirar grandi i figli è una vera impresa. “Purtroppo si tratta di un fenomeno presente anche in Svizzera – conferma Christian Leoni, collaboratore scientifico presso il Dipartimento della sanità e della socialità –. Queste famiglie rappresentano una minoranza, certo. Ma sappiamo che ci sono. E sappiamo anche che alla base di queste situazioni non c’è in generale un problema di informazione da parte dei servizi preposti. Il disagio è probabilmente anche legato alla mentalità di queste persone”.

Cari figli - L’Ufficio federale di statistica (2009) dice che mantenere un figlio primogenito in Svizzera costa mediamente 819 franchi al mese. Per il secondo figlio si calcola una spesa mensile di 655 franchi. Per il terzo 528. In Ticino, secondo i dati forniti dal Cantone e basati sugli importi massimi previsti per l’assegno integrativo per figli della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), si calcola che il primo e il secondo figlio costino mediamente 8955 franchi a testa all’anno (746 franchi al mese). Mentre per il terzo e il quarto figlio si calcola una spesa di 5970 franchi annui a testa (498 franchi al mese). “Insomma – ammette il politologo Giuliano Bonoli –, considerando il costo e le esigenze della vita attuale, metter su famiglia diventa una sfida non da poco. Magari 50 anni fa ci si accontentava di più. O semplicemente la società era impostata su altri valori. Ad esempio si poteva fare indossare ai bambini lo stesso vestito per tutta la settimana. Ora se lo fai ti guardano storto”.

Nascite in aumento in Svizzera, ma non in Ticino - Intanto, i dati nazionali, diffusi proprio oggi, rivelano che le nuove nascite in Svizzera sono aumentate del 2.1% nel 2009. In controtendenza il Ticino che lo scorso anno è passato dalle 2992 nascite del 2008 alle 2932 del 2009. "In Ticino – riprende Leoni – per ‘starci dentro’ (fabbisogno base, alloggio, cassa malati) una famiglia classica con due bambini dovrebbe disporre di un reddito, secondo i limiti massimi riconosciuti dalla Laps, di almeno 72.000 franchi all’anno. Se non arriva a questa cifra può comunque beneficiare di aiuti da parte dello Stato, in particolare grazie agli assegni per figli di complemento (assegno integrativo e assegno di prima infanzia)”. Alcuni, tuttavia, piuttosto che bussare alla porta del Cantone preferiscono soffrire in silenzio. “Ci possono essere dinamiche psicologiche difficilmente spiegabili – sottolinea Leoni –, alcuni forse si sentono bloccati di fronte alla necessità di dovere chiedere aiuto".

In Ticino a fine 2009 poco più di 4000 famiglie con figli (monoparentali e non) ricevevano prestazioni da parte della Laps. Si va dalle indennità straordinarie di disoccupazione, agli assegni di complemento per figli, alle prestazioni assistenziali. Più di 14000 persone in tutto. A queste cifre si dovrebbero inoltre aggiungere le famiglie che beneficiano dell’anticipo alimenti. Senza contare infine le famiglie sostenute con altre prestazioni sociali quali le prestazioni complementari AVS-AI, la riduzione dei premi dell’assicurazione malattia oppure dalle borse di studio. C’è, tuttavia, molta gente che questi aiuti non ha il coraggio di chiederli. “Ci sono diversi fattori che possono frenare un genitore di fronte all’eventualità di chiedere un sussidio allo Stato – dice Bonoli –. Molti hanno paura di essere visti male, ad esempio dai vicini o dai conoscenti. Altri hanno difficoltà d’accesso alle informazioni. Magari non hanno internet o non ricevono un giornale a casa. Altri ancora di fronte alla complessità della burocrazia si irrigidiscono, temono di non riuscire a spuntarla o a reggere tutto l’iter”. Per Leoni, in occasione anche dell’Anno europeo 2010 di lotta alla povertà e all’esclusione sociale e in relazione all’apposita campagna di sensibilizzazione e discussione lanciata in Ticino (www.contrapes.ch), è il caso di fare un appello chiaro e spontaneo: “Il mio invito è quello di dire a chi si trova in difficoltà a farsi avanti. Senza paure e senza vergogna”.

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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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