I PERICOLI DI
IMPROPRIE, SCADENTI ED INADEGUATE PRASSI LEGALI,
SPECIALMENTE IN PRESENZA DI
- false denunce
di abuso sessuale sui figli o di violenza domestica,
- spergiuro, o
false affermazioni degli allegati di causa,
- manipolazione
di bambini al fine di far affermare loro il falso,
- fornire false
informazioni a periti, curatori, e autorità che si occupano dei figli,
- servirsi di
terapeuti compiacenti al fine di conferire validità alle accuse di abuso,
Quando i
magistrati (o le autorità preposte) mancano di sanzionare in modo appropriato
tali gravi
scorrettezze, segnalano chiaramente che
“ é possibile bersagliare
gratuitamente il
genitore vittima, senza avere conseguenze per il genitore alienante “ .
Spesso, tale
indifferenza giudiziaria, è la causa di anni di inutili udienze e procedure
legali che
possono :
- portare una
famiglia a disastri finanziari (ed arricchire ingiustificatamente
il locale sistema
legale di supporto a questa)
- sottoporre i
figli a mesi di indegna “terapia” per far fronte ad inesistenti “problemi
emotivi” (quindi
arricchendo ingiustificatamente coloro che, incaricati dal tribunale,
si occupano della
salute mentale)
- nonché dare
origine a diverse valutazioni sull’affido e le relazioni personali tra genitore
“vittima di
alienazione” e figli, che spesso includono metodologie di rilevazione di discutibile
livello (quindi
arricchendo ingiustificatamente i suddetti “esperti” in materia di famiglia).
I tribunali (o le
autorità tutorie) potrebbero invece, in molti casi, applicare in modo
energico semplici
regole di condotta appropriata (un nuovo
standard migliore) ;
- 1) garantendo
l’obbedienza alle sentenze relative al diritto visita mediante
esecutività
effettiva ed immediata, (per esempio inserendo la comminatoria d’ufficio
dell’art. 292 CPS
nei dispositivi di queste decisioni, nel caso del diritto svizzero) ,
- 2)
conformandosi a quanto precedentemente convenuto tra le parti, nelle
convenzioni
private o davanti alle autorità, in materia di diritto di visita, in
particolare, nel
diritto svizzero,
dando subito e senza esitazioni la comminatoria dell’art. 292 CPS, su
semplice istanza
della parte che vede messo in pericolo il diritto alle relazioni personali ,
- 3) non dando
seguito a false denunce di abusi ; nel caso di segnalazione di abusi
procedere
immediatamente a delle verifiche adeguate ed approfondite, senza perdere
tempo al fine di
valutare entro lasso di un tempo ragionevole se si tratta di una “falsa
denuncia” ; inoltre nel caso di una falsa denuncia e in
presenza di malafede, sanzionarla
adeguatamente
(civilmente e penalmente),
- 4) al fine di
impedire abusi nelle comunicazioni, mettendo sotto registrazione audio
tutte le
conversazioni telefoniche tra i genitori (possibile negli Stati Uniti, forse
non
proponibile da
noi visto quanto previsto sulla protezione della sfera privata).
- 5) come già
messo in atto da almeno una Pretura ticinese, nel caso tra i genitori vi
fossero tensioni,
ordinando ad entrambi i genitori di non parlare con i figli delle
questioni legali
inerenti la procedura e soprattutto di mai mostrare ai figli i documenti
di causa, sotto
comminatoria dell’art. 292 CPS (ciò specialmente per prevenire
Tutto questo per
risparmiare alle famiglie molti traumi emotivi, anni di “lui dice, ma lei
dice” inutili
controversie, e decine (o centinaia) di migliaia di franchi in superflue spese
relative ad
onorari di “esperti” e “terapisti”.
Perchè l’attuale
sistema legale di supporto alla famiglia consente – e perfino incoraggia –
tali lunghe,
costose ed estenuanti procedure legali, che protraggono liti in cui i “genitori
vittima”
(di solito quelli non affidatari) debbono ripetutamente difendersi da attacchi
personali sotto
forma di accuse non circostanziate ?
Quali sono i
maggiori impedimenti alla riforma di un sistema legale di supporto alla
famiglia che
permette e perfino incoraggia tali liti incontrollate ?
Il più grande ed
attuale impedimento, alla riforma del sistema legale di supporto
alla famiglia, è
la permeante influenza degli incentivi economici nel caso vi fosse un
aumento della
lite. Vale a dire : “più si litiga e più
i professionisti guadagnano”.
Tali incentivi
permettono ai professionisti del ramo legale e a quelli di altre
prestazioni
affiliate quali psicoterapisti, curatori ed esperti, di beneficiare
smodatamente
degli introiti finanziari relativi ai conflitti familiari dato che al
protrarsi ed
all’intensificarsi di questi corrispondono più udienze, più valutazioni,
più “terapie” ,
più mandati e maggiori parcelle ( quindi sia per gli avvocati che per gli altri
professionisti
del diritto di famiglia) .
Tali battaglie
legali altamente conflittuali, come quelle per l’affidamento, per la
protezione delle
relazioni personali (diritto di visita)
e soprattutto quelle legati alla
sindrome di
alienazione parentale (PAS), spesso
comportano un prevedibile
verificarsi di
scorrettezze congiunte da parte del genitore alienante e dei
professionisti
che lo assistono (avvocati in primis), che arrivano a strumentalizzare
anche autorità
locali di supporto legale/psicologico alla famiglia (per esempio UFAM,
CTR, AVT,
curatori, ecc.), nei seguenti modi :
- false accuse di
un genitore a carico di un ex-coniuge (spesso basati su
disinformazione
provenienti da un “esperto”, un “terapeuta” o un avvocato) .
- improprie o
scadenti tecniche di audizione dei minori e come pure di accertamento dei
fatti da parte di
una persona che si definisce “esperto”
- mancanza da
parte degli avvocati che si occupano del diritto di famiglia di
consultare dei
veri e propri esperti neutrali in materia “non giuridica” (es. scienze
delle relazioni,
sociali) ; ciò causa dei miseri fallimenti, non permettendo una
appropriata
verifica incrociata dei fatti o non evidenziando eccepibili tecniche diagnostiche
e di ascolto dei
minori
- ingenuità e
mancanza di formazione interdisciplinare da parte di professionisti
del ramo legale
(potenzialmente presente tra tutti gli avvocati, anche tra i più
talentuosi) che
li spingono ad accettare verifiche improprie e diagnosi errate in materia
di “disturbi o
malattia mentale in bambini” e genitori che richiedono in maniera vaga e
non
circostanziata, non ben identificate “terapie” o “consulenze” o curatele.
- incompetente e
negligente psicoterapia da parte di professionisti della salute
mentale (incluso
l’incapacità di ottenere il consenso da parte di un genitore alienante a
sottoporsi una
terapia di sensibilizzazione sulla PAS,
la mancata applicazione di
trattamenti
adeguati e scientificamente validi per combattere le alienazioni, la non
conoscenza di
indici di “miglioramento del paziente” scientificamente validi ed altri
indicatori che
indicano delle prassi inadeguate).
Tali gravi errori
di frequente non vengono scoperti del tutto, poiché troppo
spesso i
terapeuti locali e gli avvocati della famiglia “collaborano” su talmente
tanti casi che
l’operato degli avvocati della famiglia é viziato da profondi e
nascosti
conflitti di interesse (es. avvocati che sono patrocinatori di una parte ed
allo
stesso tempo sono
presidenti e “giudicanti” nelle commissioni tutorie) che ne
precludono
l’efficacia nell’evidenziazione anche delle più grossolane scorrettezze
dei periti e
“terapeuti” strettamente affiliati con il sistema legale locale.
Stante questo
sistema di “conflitto di interessi” tra di loro, perfino i più gravi e
dannosi errori di
periti e terapeuti raramente vengono esplicitamente evidenziati
da parte
dell’autorità.
Con il reiterarsi
di questi errori, nel caso di diagnosi fallaci e negligenti (insieme ad
incompetenti
verifiche incrociate) spesso l’autorità arriva a decretare vaghi e non
circostanziati
mandati per curatele, “verifiche” o
“terapia” e in seguito arriva ad
ordinare ancora
più improprie “valutazioni” per accertare i risultati della curatela o della
“terapia”.
Un errore diffuso
è la vaga richiesta di curatela educativa di sorveglianza, soprattutto in
relazione ai
diritti di visita, che a volte non sono più “ liberi “, anzi spesso avvengono
sotto
sorveglianza in strutture appositamente predisposte.
Tali richieste
sono spesso nettamente in contrasto con altre verifiche oggettive, che non
vengono eseguite.
Tali contraddizioni vengono raramente esposte da professionisti del
ramo legale privi
di formazione interdisciplinare.
Questa spirale di
“scorrettezze” spesso prosegue sotto forma di ulteriori udienze
travagliate, ulteriori
mozioni, ulteriori citazioni in giudizio, ulteriori litigi, e –
naturalmente –
ulteriori introiti monetari per i professionisti dell’industria del
divorzio e del
sistema legale a supporto alla famiglia.
Dati i potenti ed
onnipresenti incentivi economici a compenso dei professionisti del
diritto del
divorzio, per acuire i contrasti familiari, potrebbero rendersi necessarie
misure
drastiche per
“dominare” i peggiori, dei largamente diffusi, abusi dell’attuale diritto di
famiglia.
Il legislatore
non per ultimo, ma prima di tutto gli operatori seri che si occupano di diritto
di famiglia, i
professori e le organizzazioni non governative che si occupano di questo
settore ,
dovrebbero ideare e promuovere nuove idee, basate su studi scientifici e
sull’esperienza
diretta di chi si occupa dei minori. Senza aver alcun timore a voler
introdurre delle
“novità” anche che possano cambiare radicalmente il sistema.
Per esempio : il
coinvolgimento di autorità extra-professionali (non legate alle
associazioni di
categoria come l’ordine degli avvocati, dei medici, la federazione
svizzera degli
psicoterapeuti, ecc.), composte da persone neutre ed esperte
nell’investigazione
delle controversie, specialmente per analizzare le
controversie che
potrebbero basarsi su “pratiche illecite” , compreso l’agire non
deontologico
degli avvocati patrocinatori dei genitori.
Conclusione :
Lo standard
ticinese non è adeguato (a oggi è classificabile come “substandard”).
Chi meglio di
associazioni o organizzazioni neutre, che non abbiano alcun tornaconto
diretto o
economico nel diritto di famiglia (come per esempio l'AGNA ed il movimento Papageno)
potrebbe occuparsi per investigare su
queste pratiche illecite ed immorali ? Di certo non i servizi dello Stato che sono
coinvolti (come l’Osservatorio Cantonale della Politica Familiare che è cieco e
non ha rappresentanti dei padri), gli
avvocati, o altri operatori privati che vivono su “mandati” in questo ambito!
Lugano, 1 settembre 2009
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