Da: www.caffe.ch 26.7.09
I retroscena del dramma di Grafenhort. Lei è in chat con l’amante mentre sua figlia annega
Corrado Galimberti
Mentre
la figlia Jessika, di undici anni e Nils, un bimbo di sei mesi, una
settimana fa, annegavano in un torrente in piena a Grafenhort, nel
canton Nidwaldo, la madre, Esther S., cui i bimbi erano affidati,
chattava con il suo “amante”. Sono le ultime novità sul dramma che
scuote la Svizzera da dieci giorni e accende polemiche e interrogativi.
Alla donna, una 46enne in invalidità per motivi psichici, era stato
tolto l’affidamento della figlia Jessika che poteva vedere una volta la
settimana.
Gli inquirenti stanno ricostruendo minuto per minuto la giornata del dramma in cui hanno perso la vita i due bambini, un venerdì come tanti altri. Jessika era dalla madre dove l’aveva raggiunta Rahel un’amichetta (di 4 anni) con Nils, il fratellino di sei mesi. I tre bimbi, secondo indiscrezioni raccolte dal SonntagsBlick, avrebbe preso il treno nel pomeriggio da Grafenhort verso Lucerna insieme a Eshter S.. La donna, vestita con una minigonna e stivali da cowboy, tornava verso le 19 a casa senza di loro per mettersi al computer e chattare con l’amico della rete. Cosa succederà ai bambini in queste ore non si sa, e forse non si saprà mai.
Alle 22 i genitori di Rahel e Nils ricevono un sms da Esther S. che li rassicura, dicendo che tutti e tre i bambini sono a letto a dormire. In realtà, a quell’ora, Jessika e Nils erano già morti, travolti dal torrente in piena a causa dei violenti corsi d’acqua, mentre cercavano di rientrare da soli a casa. Solo Rahel si salverà. Dalla ricostruzione della polizia è emerso che Rahel si sarebbe salvata dalla morte perchè si era rifiutata di attraversare con l’amica Jessika e il fratellino, il corso d’acqua ingrossato dal maltempo.
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