Da: www.ilmessaggero.it 4.12.2009 e 5.12.2009 (link all'articolo)
Il 35enne trovato morto sul letto di casa tra le foto di famiglia. In una lettera ha accusato la donna per la sua decisione.
PADOVA (4 dicembre) - Disperato perché da
quando aveva rotto con la moglie aveva difficoltà a vedere il figlio,
si è ucciso strangolandosi con una striscia di stoffa vicino alle foto
di famiglia. È successo a Padova, dove un commerciante di 35 anni è
stato trovato morto strangolato con un pezzo di stoffa nella propria
abitazione nel centro della città.
Per spiegare le motivazioni del suo gesto, l'uomo ha lasciato una
lettera indirizzata ai familiari in cui ricostruisce una situazione di
crescente disagio e rabbia nei confronti della moglie, dalla quale si
stava separando, per le difficoltà che aveva per vedere il figlio di
sei anni.
Il corpo del commerciante è stato trovato ieri pomeriggio, ma la
notizia si è appresa solo oggi, e secondo il medico legale l'uomo
potrebbe essere morto già da alcuni giorni: il suo corpo senza vita era
disteso sul letto con a fianco le foto di famiglia.
PADOVA (5 dicembre) - Sulla dinamica del
suicidio non vi sono pressochè dubbi, ma verrà comunque eseguita
l'autopsia sul corpo dell'imprenditore 35enne sucididatosi a Padova
perchè dopo la separazione dalla moglie non poteva più vedere il figlio
di 6 anni quanto avrebbe voluto.
Si attende ora l'affidamento dell'incarico da parte del pm Vartan
Giacomelli, che coordina l'indagine, dopodichè l'esame autoptico
potrebbe essere eseguito lunedì o martedì.
Gli accertamenti della squadra mobile padovana e polizia scientifica hanno comunque già permesso di ricostruire la probabile dinamica della tragedia:
tra gli elementi a favore del suicidio, il fatto che il nodo sulla
striscia di stoffa usata dall'uomo per strangolarsi fosse nella parte
anteriore, e soprattutto il messaggio scritto lasciato per il padre,
che ha riconosciuto la grafia del figlio. La famiglia del giovane è
molto nota in città, essendo proprietaria di numerosi locali pubblici.
L'uomo aveva anche cerchiato con una penna rossa alcune foto del
figlioletto e della moglie, trovate sparse nella stanza da letto dove
si è tolto la vita. L'ex moglie dell'uomo, un'italiana, sua coetanea,
non è stata al momento sentita dagli investigatori.
L'episodio del padre separato che si è ucciso perchè non poteva vedere
il figlio suscita «dolore e amarezza». Lo afferma Maurizio Quilici,
presidente dell'Isp, l'Istituto di studi sulla paternità, che rileva
come esso sia «la punta di un drammatico iceberg che da molti anni
galleggia nell'indifferenza di molti». «Non sono bastate - osserva
Quilici in una nota - le battaglie dei movimenti dei padri, la
trasformazione della figura paterna così vicina, oggi, ai figli e
capaci di accudimento ed empatia; non è bastata una legge - la 54 del
2006 - che impone il condiviso come forma prioritaria di affidamento. I
giudici continuano imperterriti a privilegiare le madri, le madri
continuano a ostacolare il rapporto dell'ex compagno con i figli, i
figli continuano ad essere strumento di battaglia per campioni di
egoismo. I padri che si separano continuano a vivere con tremendo
dolore la frequente perdita dei figli. E di dolore si può anche morire».
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