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SUORE DELLA SANTA CROCE: Decenni di abusi e maltrattamenti sui bambini

Da: CdT 24.1.13 pag 7

SUORE DELLA SANTA CROCE
Decenni di abusi e maltrattamenti sui bambini


Bambini sono stati ripetutamente mal­trattati tra il 1928 e il 1970 in istituti gestiti dalle Suore di carità della Santa Croce, che hanno la loro casa madre a Ingenbohl (SZ). A questa conclusione è giunta una commissione di esperti indipendente, che ha presentato ieri il suo rapporto.
Dall'indagine, commissionata due anni fa dal convento stesso, è emerso che non so­lo le suore, ma anche autorità, organi di controllo e direttori degli istituti non si so­no comportati come avrebbero dovuto.
Sulle responsabilità individuali rimango­no invece aperte molte domande, a causa delle lacune delle fonti e dal fatto che non tutte le testimonianze di ex ospiti degli istituti hanno potuto trovare riscontro. Non è perciò provato, anche se è «plausi­bile», che ci siano state pure molestie ses­suali da parte delle suore.
Il convento ha reagito esprimendo «tri­stezza» e «rincrescimento» per quanto av­venuto. La superiora provinciale Marie-Marthe Schönenberger è rimasta sciocca­ta e ha chiesto perdono alle vittime.
Secondo la commissione gli abusi si spie­gano anche con le difficili condizioni in cui le suore dovevano lavorare, a volte «fi­no allo sfinimento». Le monache erano formate in modo insufficiente, l'infrastrut­tura era carente, il numero di bambini loro affidato eccessivo, gli uffici dell'ammini­strazione statale non interessati. Accanto alla sofferenza dei bambini c'è dunque stata anche molta sofferenza fra le suore sovraffaticate, fra cui c'erano sì colpevoli, ma anche benefattrici e pure vittime.
All'origine dell'inchiesta vi è stato il docu­mentario «Das Kinderzuchthaus» («Il pe­nitenziario infantile») di Beat Bieri, dedi­cato all'istituto di educazione di Rathau­sen nel Comune di Ebikon (LU), in cui erano attive, come in molti altri istituti si­mili, le suore di Ingenbohl.
La drammatica situazione vissuta dai bambini affidati agli istituti del Canton Lucerna è già stata documentata da due studi pubblicati il 26 settembre, uno com­missionato dal Governo cantonale, l'altro dalla Chiesa cattolica lucernese. È emerso che punizioni, a volte ai limiti della tortura, maltrattamenti e abusi sessuali erano all'ordine del giorno fra il 1930 e il 1970.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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