Abusate le figlie dal compagno della madre
A quando le verifiche sui compagni e conviventi delle ex?
Recente la sentenza a quindici anni di reclusione e internamento a tempo indeterminato per un 35.enne del Bellinzonese per violenze carnali e abusi sessuali a danno di cinque bambine, due delle quali figlie dell'ex compagna.
Padri separati sempre sotto stretta sorveglianza
I padri separati o divorziati sono spesso denunciati dalle loro ex, madri dei loro figli, per maltrattamenti e abusi sessuali su questi ultimi. Immediata la reazione degli operatori preposti (ARP, polizia, ecc): sospensione dei diritti di visita coi figli (presunte vittime) e via l’inchiesta di polizia e del procuratore che dura da diversi mesi a ben oltre un anno. Perizie a raffica e una marea di operatori e avvocati coinvolti. Come sempre, alla fine contro il presunto colpevole viene emesso un decreto di abbandono. Capita però che la faccenda non finisca qui: non soddisfatte talune madri, denunciano nuovamente gli ex per fatti analoghi; e la macchina della giustizia e del “bene del bambino” riparte. Solitamente, nessun provvedimento contro queste madri che accusano falsamente. Raramente una condanna: solo quando ella è poco scaltra da ammettere la sua falsa denuncia o dissemina prove a destra e a manca. Comunque sia i padri separati sono sempre sorvegliati speciali. Anche solo per poter vedere il proprio figlio per un paio di ore in più la settimana, i padri finiscono subito sotto esame: le valutazioni ambientali e psicologiche dei servizi sociali, come pure le perizie sulle capacità genitoriali, non si contano.
Ed il nuovo compagno o convivente della madre?
Niente! Il nulla assoluto! Lei porta in casa chi le pare, impone ai figli (e figlie) minorenni chi vuole lei. È un suo diritto che prevale su quello dei figli. Insomma, ha diritto a rifarsi una vita questa povera donna, diamine! È qui che casca l’asino! Ma non bisogna cercare prioritariamente il “bene dei minori”? Ed il bene dei minori, credo che nessuno lo contesti, non è di certo che i figli (e figlie) debbano subire la presenza (magari non voluta e scomoda) di un nuovo intruso - che non è il papà – che dorme con la mamma? Stranamente, nessuna valutazione al nuovo entrato in casa! Neppure vengono sentiti i figli ( e figlie) a riguardo! Pure quando i padri separati scrivono descrivendo comportamenti preoccupanti, e talvolta anche i precedenti penali, dei nuovi compagni, le ARP dormono! Due pesi e due misure? Certo che sì ma spesso ci sfuggono i motivi!
Valutazioni e perizie ai nuovi compagni delle ex
Sovente capita, come nel caso che ci occupa, che chi abusa dei minori non sono i padri naturali (sebbene spesso denunciati per motivi strategici processuali dalle ex) bensì i compagni o patrigni delle madri. Le ARP e i servizi sociali, preposti al “bene dei minori”, dovrebbero iniziare a valutare d’ufficio i nuovi compagni e conviventi delle madri separate. Il diritto alla protezione dei figli deve prevalere sui diritti delle madri… per il vero “bene dei minori”.
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