Da: Mattino della domenica, 5.3.17, pag 25, rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"
Diritto dei figli alla paternità : giustizia ticinese inutile e fallimentare!
La trasmissione radiofonica di Rete Uno "Genitori separati, tra autorità parentale congiunta e mantenimento dei figli"
Il giornalista Antonio Bolzani ha provato a sollevare il coperchio che copre i meandri della galassia dei divorzi e delle separazioni, con molta sensibilità e intelligenza, ponendo alla ex giudice Epiney-Colombo delle domande puntuali e molto pertinenti. La trasmissione radiofonica di Rete Uno “La consulenza: Genitori separati, tra autorità parentale congiunta e mantenimento dei figli” andata in onda giovedì 2 marzo alle 13.00 si proponeva di trattare le seguenti tematiche e rispondere a molteplici quesiti. Autorità parentale congiunta; custodia alternata; affido condiviso; e mantenimento dei figli minorenni e maggiorenni: in teoria e in pratica cosa significano, anche alla luce delle novità legislative più o meno recenti, questi concetti per i genitori sposati, non coniugati, separati, divorziati o non conviventi? Nell’intenzione del legislatore, con le revisioni del Codice civile, i figli di genitori non sposati devono avere gli stessi diritti di quelli delle coppie sposate. Ma è davvero così? Quali sono i problemi più frequenti con i quali si confrontano i genitori separati? Chi è più penalizzato, oltre naturalmente ai figli? I figli hanno voce in capitolo? Le leggi e le autorità riescono a far fronte tempestivamente alle esigenze e alle richieste di tutte le parti in causa? Cosa occorre fare se non si è contenti della propria situazione e se ci si sente trattati in modo ingiusto e iniquo?
La soluzione del giudice: padri scrivete ai figli anche se le lettere verranno gettate dalla madre!
A Giuseppe, quel padre disperato intervenuto in diretta telefonica, che paga alimenti e lotta invano per incontrare il figlio con cui da 6 anni non ha più alcun contatto, la ex giudice Epiney-Colombo (già pretore e giudice civile del tribunale di appello cantonale, autrice di diversi libri sulle separazioni e sui divorzi) consiglia di “Persistere, l’amore paterno esiste, e il manifestarlo, scrivere, mandare lettere, mandare regali al compleanno, interessarsi del figlio, mandare lettere al figlio, saranno magari intercettate, le tenga, lei potrà poi dimostrare al figlio che si è sempre interessato di lui. Il Tribunale federale dice chiaramente che il figlio ha diritto di avere rapporti con entrambi i genitori.” E allora? Giustamente ribatte il giornalista…
Cosa devono fare i padri a cui le madri non fanno vedere i figli?
Il giornalista chiede alla ex giudice esperta di diritto di famiglia e del divorzio se è normale che questi padri non hanno più contatti da diversi anni con i loro figli e cosa possono fare? La ex giudice risponde che “essi possono persistere nel dimostrare interesse nei propri figli. Il problema è che questi contrasti tra i due genitori non si risolvono facilmente, dovrebbero richiedere delle prese a carico terapeutiche quasi ma spesso non ci si riesce; il giudice non è il Re Salomone (…) e non possiamo tagliare a metà il figlio!” E più avanti nell’intervista: “Purtroppo non esiste un mezzo per far rispettare il diritto del figlio di vedere il genitore.” (…) “Mi sembra che di leggi che tutelino i figli ce ne siano a bizzeffe”. Caos e confusione: tutto e il contrario di tutto!
Autorità succube e impotente: ma allora a cosa serve?
La Giudice Emanuela Epiney-Colombo del Tribunale di Appello nel suo libro “Il cittadino e l’autorità tutoria” scrive “Il diritto alla relazioni personali è garantito dall’art. 8 CEDU e dall’art. 13 della Costituzione federale, che impongono allo Stato di rispettare la vita privata e familiare dei cittadini. Queste norme proteggono il cittadino dalle ingerenze dello Stato (effetto verticale) ma non permettono di garantire il diritto alle relazioni personali tra cittadini (effetto orizzontale). Dal profilo del diritto civile il diritto alle relazioni personali beneficia della protezione della personalità (art. 28 CC) ed è possibile chiedere il risarcimento del danno patito a chi lo ha violato. Il diritto penale protegge il titolare dell’autorità parentale o della custodia (art 220 CP) ma non offre una protezione al genitore che vuole esercitare il diritto di visita, se non tramite il reato di disobbedienza agli ordini dell’autorità (art. 292 CP) (pag 152)”. In pratica però l’autorità ticinese e svizzera non vuole garantire questo diritto ai figli. Infatti, la giudice Epiney-Colombo nel succitato libro scrive concludendo che “La situazione legale attuale non è soddisfacente e in caso di un rifiuto ostinato del genitore affidatario alle relazioni personali il titolare del diritto di visita si trova disarmato.” (pag 153). Tante nostre domande poste anni fa alla Giudice Epiney-Colombo sono purtroppo rimaste senza risposta. (Per leggere i precedenti articoli su questi temi inserire nella rubrica “cerca” di papagenonews.ch il codice xyz27)
Delusione, tristezza, disperazione…
Alla domanda conclusiva del giornalista se “La legge tutela di più i padri o le madri in caso di separazione e divorzio?” la avvocata Epiney-Colombo risponde che “La legge tutela i figli, non i genitori; l’interesse del figlio è quello che comanda tutta la legge, la revisione dell’autorità parentale e del mantenimento: prima i figli, dopo i genitori.” Sic, ahinoi. Siamo senza parole! Profondo sconforto, delusione, tristezza, disperazione. Poveri i nostri figli...
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