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La situazione dell'affido minorile in Europa

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Da: Mattino della domenica, rubrica "papageno: in nome dei figli e dei futuri padri", 19.6.16, pag 24

 

Si è tenuto a Bonn dal 9 al 12 di­cembre 2015 il consueto convegno internazionale sull'affidamento materialmente condiviso organiz­zato dall'International Council on Shared Parenting (ICSP). Vi hanno partecipato oltre cento professio­nisti (avvocati, psicologi, magi­strati, medici, mediatori familiari) provenienti da 20 Nazioni distri­buite in tre continenti. E' emersa la consueta immagine di un'Eu­ropa della bigenitorialità a tre ve­locità o tre vagoni.

 

Situazione in Svezia, Belgio, Danimarca e Spagna

 

Nel primo e più progredito ab­biamo rilevato un grande movi­mento. In Svezia, infatti, l'affido alternato raggiunge ormai il 40%dei casi di divorzio e le continue ri­cerche dimostrano grandi benefici come illustrato da Malin Bergstrom del Karolinska Institute, tra cui una scarsa percentuale di minori che per­dono contatto con uno dei genitori (13%). In questo contesto di equità genitoriale (e non solo, visto che non è previsto un assegno per l'ex co­niuge ma solo per il mantenimento della prole) la conflittualità conti­nua a crollare e ormai, secondo gli ultimi dati, solo il 2% delle coppie af­fronta un percorso giudiziale. Nel­l'esperienza del Comune di Malmoe le coppie che si rivolgono al sistema municipale di mediazione con suc­cesso, sono il 67-70%, quelle che vi vengono inviate in forma coatta dal giudice trovano invece un accordo in poco meno del 50%. Anche in Belgio la diffusione massiva dell'affido pa­ritetico ha raggiunto notevoli valori (circa il 30%) e malgrado ciò sono ancora allo studio nuovi provvedi­menti legislativi per diffondere ulte­riormente questa modalità di affidamento. Il “ Nest Modell” (i figli stazionano nella casa e i genitori vi si alternano) rappresenta una piccola parte di tutte le sistemazioni post se­parative (meno del 3%). Grossi risul­tati sono anche stati riportati negli ultimi anni dalla Danimarca: attual­mente il 23% dei minori figli di se­parati vive secondo lo schema 7 giorni col papà e 7 con la mamma. Il 4% secondo lo schema 8/6, il 21% secondo quello 9-5 e solo il 12% dei minori perde contatto con l'altro ge­nitore (in Italia è il 30%). La ten­denza è comunque verso un deciso aumento. In procinto di salire sul primo vagone anche la Spagna: ormai in Catalogna, Aragona, Ba­leari e Comunità valenciana l'affido materialmente condiviso (nella mag­gior parte dei casi alternato, negli altri dai 10 pernottamenti in su) ha ampiamente superato il 30% e punta decisamente verso il 40. Inoltre pros­simamente si aggancerà a queste re­gioni quella dei Paesi Baschi che ha promulgato nel 2014 una legge che dà priorità all'affido materialmente condiviso. La media nazionale di af­fido materialmente condiviso (custo­dia compartida) è del 21% perchè esistono nelle regioni meno svilup­pate aree legate a vecchi stereotipi.

 

In Olanda e Francia

 

Nel secondo vagone, insieme al­l'Olanda, resta la Francia, sempre ancorata a un 17-19% ( a seconda degli studi) di affidamenti con al­meno il 35% del tempo presso cia­scun genitore. A questi dobbiamo aggiungere però una grossa fetta di affidi con ripartizione 30-70 data l'abitudine dei giudici transalpini di consentire grossi recuperi durante l'estate al genitore less involved ( metà delle vacanze scolastiche estive invece dei soliti 14-21 giorni).

 

In Svizzera, Austria, Germania, Grecia, Portogallo, Turchia e Italia

 

Nel terzo vagone troviamo, ma pro­babilmente per poco tempo ancora, la Svizzera: questo paese fino a lu­glio 2014 non prevedeva l'affido condiviso e non garantiva nessun di­ritto ai padri biologici non sposati, nel luglio 2014 ha messo riparo a queste gravi mancanze e dal 2017 entrerà in vigore una legge che ren­derà prioritario l'affido material­mente condiviso (shared parenting). In Austria e Germania la situazione è stazionaria (lo shared parenting in Germania riguarda attualmente circa l'8,1% dei minori, il 4.8 se ci limi­tiamo al range 60-40%, e ancora oggi il 17.2% dei figli perde comple­tamente contatto con uno dei geni­tori dopo la separazione e una fetta robusta pari al 25,2% mantiene uno o massimo due contatti al mese). Nell'ottica del Ministero SPD della famiglia, è stato riportato, le priorità attualmente sono le famiglie tradi­zionali, quelle patchwork e quelle ar­cobaleno piuttosto che quelle separate. Sempre nel terzo vagone troviamo anche i Paesi ex comunisti, la Grecia, il Portogallo, la Turchia e l'Italia che mantiene incomprensi­bilmente il record europeo e mon­diale negativo di affido esclusivo al padre (0.7%).

 

Il bene dei minori? L’affido materialmente condiviso!

 

L'analisi ci mostra che i Paesi che hanno sperimentato l'affido material­mente condiviso si sono trovati bene registrando vistosi incrementi e con­testualmente anche una riduzione sensibile della percentuale di minori che perdono contatto con uno dei ge­nitori. Il convegno si è concluso con la formulazione di sette enunciati chiave che condensano i tre giorni di intenso lavoro.

In sintesi:

1. Lo sha­red parenting è riconosciuto dagli esperti come utile per i minori ed è necessaria la promulgazione di leggi che lo promuovano senza ulteriori ri­tardi.

2. Un ampliamento in sede le­gale dello shared parenting include una diffusione della condivisione di autorità e responsabilità.

3. Lo sha­red parenting rappresenta la miglior forma di prevenzione di situazioni ad alto conflitto e di violenza tra ge­nitori

4. Lo shared parenting non deve essere applicato in caso di abusi o violenza domestica a patto che siano documentati.

5. Lo shared parenting previene l'alienazione di un genitore nelle famiglie separate.

6. C'è la necessità in questo settore della necessità di un network multi­disciplinare costituito da operatori sociali, mediatori e psicologi.

7. ICSP richiede con forza che i singoli Stati aderenti al COE (Consiglio d’Europa http://www.coe.int) adot­tino la risoluzione 2079 in tema di affidamento condiviso.

Contenuti tratti da http://www.colibri-italia.it/ (coordinamento nazio­nale ed europeo di associazioni), di cui il nostro Movimento Papageno è membro.

Contatto: Movimento Papageno, cp 1827, 6830 Chiasso, ccp 65-103037-1

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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