Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

L’alibi di Simonetta Sommaruga

Da: Mattino della domenica, 13.5.12, pag 16, Rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"

Il 30 aprile scorso, la CF Sommaruga ha invitato rappresentanti di 22 asso­ciazioni svizzere ad una tavola ro­tonda per informare e “sentire” sulla revisione della legge che concernono i contributi alimentari (in caso di di­vorzio o separazione tra conviventi). E’ noto che alla signora Sommaruga sta a cuore questa riforma che vuole portare in Parlamento con una certa urgenza. Forse perché sia votata as­sieme a quella sulla autorità parentale congiunta, dalla quale è stata di­sgiunta dalla CF lo scorso anno a se­guito delle contestazioni delle associazioni dei padri? Le malelin­gue dicono di sì.
Alla fine della riunione, serpeggiava un diffuso malessere tra i rappresen­tanti delle sei associazioni a difesa dei padri presenti. In breve, la ri­forma vorrebbe basarsi sul concetto del “bene del figlio”, abolire la di­scriminazione economica tra madri sposate e celibi (la sposata ha diritto al mantenimento da parte del marito, la convivente invece no), rivedere la modalità del calcolo del contributo alimentare per il figlio e a chi accol­larlo, oltre naturalmente a come ri­partire l’ammanco finanziario tra i genitori delle coppie separate indi­genti la cui madre deve ricorrere al­l’assistenza sociale.

L’attuale prassi sancisce che al padre è garantito il minimo vitale e, se dopo la separa­zione i soldi mancano, la madre deve indebitarsi con l’assistenza pubblica: questa sarebbe una grave ingiustizia a cui va posto immediato rimedio. La soluzione pretesa dalle tante associa­zioni a sostegno delle madri è che non sia solo la madre a doversi cari­care di questo debito con lo Stato ma pure il padre! Egli, sebbene lavori a tempo pieno, dovrebbe essere privato del suo minimo vitale e “finire” pure lui in assistenza, assumendosi la metà dell’ammanco. Tuttavia, sem­brerebbe che a questa proposta i giu­risti del Dipartimento federale di Giustizia e Polizia non vogliano dar seguito.

Il Progetto di riforma sotto­posto dai giuristi ai presenti, sosten­gono, poggia sulla base del concetto del “bene del figlio”. Innanzitutto, si vorrebbe che sia la Confederazione a coordinare l’anticipo alimenti. Si vorrebbe aumentare il contributo ali­mentare a favore del figlio e ridurre o sopprimere quello alla madre: non più ad esempio 2000 fr al figlio + 1000 fr alla madre ma 3000 fr al fi­glio - tuttavia per il padre l’esborso totale rimane sempre uguale a 3000 fr! Si vorrebbe garantire un contri­buto alimentare minimo al figlio, in­dipendentemente dalle possibilità finanziarie del padre, e, se il padre non potesse pagare questo importo, subentrerebbe lo Stato: il padre avrebbe diritto al suo minimo vitale e pagherebbe alimenti al figlio se­condo le sue possibilità economiche del momento. Tuttavia se un domani il padre guadagnasse di più, lo Stato busserà alla sua porta per reclamare il rimborso della differenza; la madre invece verrebbe graziata in quanto il suo contributo lo ha prestato in na­tura dando cura e educazione al fi­glio. Al figlio, ovviamente, nessuna richiesta di rimborso. Se poi il padre non migliorerà mai la sua situazione economica e non fosse in grado di rimborsare l’importo scoperto antici­pato dallo Stato, il rimborso non ver­rebbe neppure richiesto ai parenti (secondo il principio attuale previsto dal Codice civile dell’assistenza tra parenti) ma rimarrebbe a carico dello Stato. Quindi, di fatto si sposterebbe il problema iniziale dalla madre (non più in debito con lo Stato) al padre (con lo Stato alle calcagna non ap­pena guadagnerà di più).

Siamo sem­pre alle solite! Che dire, speriamo di aver mal compreso, o addirittura tra­visato, il senso del Progetto che è stato presentato alla Tavola rotonda, solamente e rigorosamente in lingua tedesca.

Questa presunta riforma è solo un esercizio fine a se stesso? Crediamo di poter affermare che per noi padri, tali riforme sono degli alibi per portar avanti il disegno di annichilimento della famiglia da parte dello Stato. Per noi, il “bene dei figli”, principio sbandierato all’unisono dai legisla­tori e dai politici, non è solo una que­stione economica. Ai giorni nostri i padri vogliono partecipare alla cre­scita dei loro figli non solo aprendo il portafoglio. Ci si batte per una re­sponsabilità genitoriale condivisa, contro la famiglia “monoparentale”: si vuole l’autorità parentale con­giunta
e l’affido condiviso, e che en­trambi i genitori mantengano diretta­mente i figli per il tempo che vivono con loro, per il vero bene dei minori. Di questi principi manco l’ombra. La CROP (Coordination romande des or­ganisations paternelles www.crop.ch) - nel suo comunicato dopo la Tavola rotonda - deplora il fatto che niente venga intrapreso per evitare la po­vertà prodotta dai divorzi. Si ha avuto l’impressione che i giochi siano già fatti, che dietro il tavolo dei politici (forse sarebbe più appro­priato chiamarle femministe) siedono dei sordi. Le varie associazioni di padri hanno portato nuovamente que­sti principi e concetti del vero bene dei figli della separazione. Ci augu­riamo che la CF Sommaruga (e i giu­risti al seguito) rivedano questo Progetto tenendo conto delle tante osservazioni e prove portate dai pre­senti alla Tavola rotonda.

Non sarebbe meglio, dunque, che la signora Sommaruga iniziasse ad eli­minare le discriminazioni e il libero arbitrio insiti nella prassi giudiziaria in vigore? Siamo ancora in piena era materialista (mater, madre, materia, materialismo) in cui tutto si misura con i soldi, anche nella famiglia. All’orizzonte, dunque, niente di nuovo: anzi forse peggio. A breve sarà necessaria una riforma della ri­forma, come nel caso del nuovo di­ritto di famiglia (anno 2000): ha tappato i buchi creandone dei nuovi.


Contatto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Commenti

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori

Ultimi articoli