Da: Mattino della Domenica, "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri", 13.1.13 pag 29 (articolo in pdf)
Padri separati: figli di un dio minore, atto terzo
Nomine di curatori professionisti e privati: non titoli ma buon senso e umanità!
Nel nostro secondo articolo pubblicato a metà 2011 vi abbiamo raccontato il seguito della vicenda del nostro associato Domenico Albanese di Sementina. Questa storia intricata continua.
A suo tempo, su richiesta del padre è stato deciso di nominare un curatore educativo a tutela dell’interesse dei figli e quale sostegno ai genitori nell’organizzazione del diritto di visita. La Commissione tutoria regionale di Giubiasco ha nominato il signor Davide Priori, curatore educativo privato e vice-presidente del Gruppo VPOD Operatori delle Commissioni tutorie regionali, che - secondo i titoli e il curriculum - vanta una solida formazione professionale in ambito educativo presso la Supsi di Manno e una significativa esperienza maturata in questo delicato ruolo.
Purtroppo, le qualità attese sono state smentite dal suo operato. Infatti, ben presto si è capito quanto il signor Priori si fosse schierato dalla parte della moglie N. M. A., e quanto il nostro associato Domenico Albanese fosse stato da lui trattato in modo discriminante e svalutante. Come da lui denunciato nel suo esposto all’autorità tutoria, durante la fase di inchiesta di polizia e del ministero pubblico, in occasione di alcune telefonate al padre il signor Priori ha insistito affinché il nostro associato ritirasse le querele penali contro la madre per diffamazione e denuncia mendace per falsi abusi, maltrattamenti e lesioni corporali (N.B.: la denuncia mendace, della quale si era resa colpevole la moglie, è stata avviata d’ufficio dal ministero pubblico). Questa richiesta del curatore era motivata dal fatto che, secondo lui, il nostro associato doveva perdonare la moglie, essendo la mamma dei loro figli, e abbassare i toni, perché ormai il carattere della moglie era tale e non si poteva più cambiare. Il nostro associato non ha dato seguito alla richiesta del curatore, anche perché la denuncia mendace, come detto, è stata perseguita d’ufficio. Successivamente, il curatore educativo aveva redatto un rapporto d’aggiornamento nel quale si basava fondamentalmente su sue percezioni e non su fatti accertati, risultando altamente offensivo e denigratorio verso il padre. Eccone un estratto: “Al curatore tale comportamento (ndr. del padre) appare paranoico e altamente disturbato soprattutto perché coinvolge direttamente i figli. Il curatore metteva il padre di fronte al fatto che tale atteggiamento persecutorio e prevenuto non era assolutamente accettabile”. ...“Porsi come spettatori (ndr. il curatore stesso) di fronte a tali atteggiamenti paranoici e persecutori (ndr. riferiti al padre), da principio, porta a chiedersi come sia possibile nutrire tanto odio e rancore nei confronti della madre dei propri figli (ben sapendo che 'distruggere' lei significa 'distruggere' anche i figli). Urla, minacce e scatti di ira vengono agiti dal padre di fronte ai bambini arrivando anche a soluzioni drastiche e spropositate, dove i figli diventano un'arma per colpirsi l'un l'altro.'... “In conclusione per ora non si ravvede alcuna possibilità di interazione con il Signor Albanese non essendo questi pronto a lasciarsi aiutare, accecato dalla rabbia e dall’odio verso la sua futura ex-moglie che lo porta a vedere tutto con risvolti preoccupanti, paranoici e persecutori. Al limite del patologico”.
A questo punto è lecito chiedersi: “Come mai in tutto il rapporto non si legge niente sul comportamento della madre dei bambini? Per il sig. Priori, tutte le false accuse della madre N. M. A. nei confronti del padre (per cui è stata pure condannata dal procuratore pubblico) con l’intenzione di distruggerlo e allontanarlo dai figli, non significano allora fare del male anche ai bambini?”
Il signor Priori si è discostato dai suoi compiti e dal suo mandato di curatore educativo: esprimendo giudizi fortemente negativi sul padre si è addentrato in un campo non di sua competenza. La preoccupazione principale del curatore deve rimanere la trasmissione al giudice o all’autorità tutoria dell’opinione personale del minorenne, non della propria visione del caso o del proprio giudizio sul padre. I rapporti con i genitori devono di conseguenza essere improntati alla neutralità. Il curatore deve evitare ogni contatto e ogni comportamento di parte atto a favorire uno dei due genitori. Il signor Priori non ha in alcun modo rispettato questo principio fondamentale accusando e attaccando ripetutamente il nostro associato, per di più omettendo (volutamente?) apprezzamenti sulla madre, per di più colpevole del grave reato di denuncia mendace contro il marito! Chi dei due genitori avrebbe risentimenti o farebbe rivalse verso l’altro? Il padre o la madre? La risposta appare ovvia. Di conseguenza, delle riflessioni sulla professionalità e sull’adeguatezza del sig. Priori a svolgere in modo appropriato il ruolo di curatore educativo appaiono lecite, soprattutto ritenuto che, tra i nostri associati, quello descritto sopra non è, purtroppo, un caso isolato per questo curatore. Inoltre, da voci di corridoio, risulterebbe che egli ambisca pure ad uno dei posti di curatore/tutore professionista presso l’Ufficio del tutore ufficiale cantonale recentemente messi a concorso.
In seguito, su istanza del padre, con l’accordo della controparte, il Pretore di Bellinzona ha ratificato la revoca del mandato conferito dalla CTR al signor Priori per le motivazioni indicate poc’anzi, sottolineando che un curatore educativo non debba “esprimersi in giudizi di valore nei confronti di uno o dell’altro dei genitori”. Quale nuovo curatore educativo è stato nominato il signor Alessandro Motta di Bellinzona. Vista la gravità dei fatti, il signor Albanese ha scritto direttamente all’avv Andrea Bersani, presidente della Tutoria regionale di Giubiasco, e all’avv. Alessia Paglia, Capoufficio dell’Ufficio di vigilanza sulle tutele, richiedendo una presa di posizione sul comportamento del signor Priori e sulla sua adeguatezza quale curatore educativo. Ad oggi (dopo oltre un anno e mezzo), né la Commissione tutoria presieduta dall’avv Bersani, né l’Avv Paglia, hanno dato risposta ai quesiti del padre.
L’atteggiamento d’ignorare bellamente le pertinenti e motivate richieste dei cittadini è purtroppo prassi abituale di parecchie tutorie: in tal modo, l’autorità tutoria di nomina, che per di più è la sola preposta al controllo dell’operato dei curatori, nega ai cittadini legittime e dovute risposte.
In tutta questa vicenda i bambini sono tutelati? Se sì, in che modo? Chi pensa ai danni patiti dai bambini per tutti gli interrogatori subiti per colpa delle false denunce della madre e per tutte le bugie che sono stati indotti o costretti a dire? L’art. 219 CPS recita: “Chi viola o trascura il suo dovere d’assistenza o educazione verso un minorenne e in tal modo ne espone a pericolo lo sviluppo fisico o psichico, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria”. ; l’art. 181 CPS: “Chiunque, usando violenza o minaccia di grave danno contro una persona, o intralciando in altro modo la libertà d’agire di lei, la costringe a fare, omettere o tollerare un atto, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.” Perché questi articoli di legge non vengono qui applicati? E quando lo sono, perché solo limitatamente applicati contro il padre? Questi bambini avranno bisogno di aiuti psicologici a lungo termine per elaborare quanto vissuto per colpa della loro madre. Tutto questo non è una violazione del dovere di educazione e, so prattutto, non è violenza psichica sui minori, oltre che sul padre? Perché i figli restano ancora affidati alla madre invece che alle cure del padre? Perché se fosse stato il padre l’autore delle false denunce ora sarebbe privato dei diritti di visita o potrebbe relazionarsi coi figli solo in ambiente protetto e sorvegliato da terze persone, magari da operatori sociali come il sig. Priori visto che quest’ultimo si occupa anche di sorveglianza di diritti di visita protetti a Casa Santa Elisabetta? È questo il “bene dei minori” o è solo la “Fabbrica dei divorzi e delle separazioni” da cui traggono profitto in molti?
Ancora una volta bisogna dire che le madri sono ideologicamente considerate e trattate come persone “intoccabili”, nonostante tutto! Ma il bene dei bambini interessa veramente a qualcuno? Sembrerebbe che, quantomeno in questo caso, tranne che al padre, non interessa a nessuno. Tutti stanno ad osservare ma nessuno interviene in difesa ed a protezione dei bambini! Quando verrà fatta giustizia per tutti i padri e figli in simili situazioni? Purtroppo questo non é un caso isolato: analoghi casi di cattivo intervento ve ne sono molti, troppi!
Fine parte terza: To be continued…
Altri articoli …
- Commissioni tutorie: autorità parentale congiunta, perizia permettendo! Famiglie, cittadini e minori, gridano: “Aiuto!”
- Madri affidatarie: false denunce contro gli ex? I figli subito ai padri!
- In barba alla decisione dello psichiatra e alla sentenza di divorzio!
- In barba alla decisione dello psichiatra e alla sentenza di divorzio!
Pagina 21 di 32


