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Da: Mattino della domenica, 27.05.12 pag 14, Rubrica "papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"

  (vignetta di Fabio Nestola)

Noi padri divisi dai nostri figli, con­dannati al “castigo della separa­zione”, abbiamo continua necessità di nuovi slanci, di nuove motiva­zioni, di verificare periodicamente l’efficacia e l’utilità dei nostri inter­venti, obiettivi, delle nostre azioni, per non soccombere. Noi ci sen­tiamo padri colpiti ingiustamente da un diritto profondamente storto, svilente, umiliante: noi ci sentiamo incudine e non martello!

Da: Mattino della domenica, 13.5.12, pag 16, Rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"

Il 30 aprile scorso, la CF Sommaruga ha invitato rappresentanti di 22 asso­ciazioni svizzere ad una tavola ro­tonda per informare e “sentire” sulla revisione della legge che concernono i contributi alimentari (in caso di di­vorzio o separazione tra conviventi). E’ noto che alla signora Sommaruga sta a cuore questa riforma che vuole portare in Parlamento con una certa urgenza. Forse perché sia votata as­sieme a quella sulla autorità parentale congiunta, dalla quale è stata di­sgiunta dalla CF lo scorso anno a se­guito delle contestazioni delle associazioni dei padri? Le malelin­gue dicono di sì.

Da: Mattino della Domenica, 08.07.2012, pag 18, Rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"

Vignetta di Fabio Nestola

In un nostro articolo il 13 maggio 2012 avevamo proposto un reso­conto sulla tavola rotonda del 30 aprile a Berna tra la CF Sommaruga, i giuristi del Dipartimento di Giusti­zia e Polizia, e i rappresentanti di di­verse associazioni coinvolte. In discussione: la revisione della legge sui contributi alimentari (in caso di divorzio o separazione tra convi­venti).

Da: Mattino della domenica, 29.4.12 pag 15, Rubrica "Papageno: in nome dei padri"

La riduzione della violenza ai soli abusi e maltrattamenti sulla donna e sulla madre, è senz’altro un’opera­zione di semplificazione non priva di conseguenze e ripercussioni sociali e culturali. Voler considerare la vio­lenza esclusivamente nelle sue decli­nazioni “al maschile”, sotto forma di reati di maltrattamento e di abusi che l’uomo commette contro la donna, la madre e i minori, è un’operazione di riduzione e sottovalutazione in rap­porto alla reale ampiezza e gravità del tema “violenza”. La violenza di Stato, del sistema giustizia, quella domestica o dei mass-media, quella psicologica oltre che fisica, rappre­sentano un fenomeno assai più etero­geneo e complesso di quello che, generalmente, mezzi d’informa­zione, politica e alcune frange fem­ministe, vorrebbero farci credere. La violenza ha invero mille declina­zioni, mille sfaccettature, non ha co­lore, età, passaporto o sesso. Che senso può avere rivelarne e dare ri­salto solamente a qualche sua mani­festazione e omettere invece le altre? Preferiamo fingere che le altre sue manifestazioni non esistano?

Da: Mattino della domenica, 15.4.12, pag 12 rubrica "Papageno: in nome dei padri"

Un quotidiano ticinese pubblica il 4 aprile a firma di Sandor Marazza la seguente lettera : “Un assurdo di­vieto sulle adozioni”. Il signor San­dor si riferisce al dibattito sul diritto di adozione delle coppie omoses­suali. Affermare “… un bambino è fi­glio di un padre e una madre per crescere bene ha bisogno di un padre e una madre” è secondo il Marazza un assurdo. Senza mezzi termini con­clude: “Quello di cui ha bisogno un bambino per crescere bene e in sicu­rezza è l’amore di una famiglia etero o omogenitoriale che sia – e in un contesto giuridico che ne tuteli tutti i diritti”. Chissà cosa pensereb­bero Freud e Jung di tanta tutela del “bene dei figli”? Le “unioni domesti­che registrate” (ossia matrimoni tra omosessuali) con figli sono nume­rose nel nostro paese, afferma il Ma­razza.

A questo punto sorgono spontanee infinite domande. Cosa si intende per famiglia oggi? Come mai il nostro parlamento si occupa che tanta ur­genza
dei figli delle lesbiche con figli? Come mai si giustifica questa iniziativa politica affermando che questi figli sono discriminati rispetto a quelli delle coppie eterosessuali?

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Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

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