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Da: Il Mattino, 4.9.11 pag 26

papageno: in nome dei padri

Di seguito la lettera inviata il 15 luglio al Capo del Dipartimento della Sanità e della Socialità, con copia per conoscenza all’On. Gobbi, Capo del Dipartimento delle Istituzioni.

“On. Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, innanzitutto ci complimentiamo per il lavoro svolto dalla sua elezione, nel delicato e impegnativo ruolo che ricopre. Inoltre, ci rallegriamo che questo dipartimento sia ora diretto da un CdS di altra estrazione partitica dei precedenti, certi che lo stesso verrà diretto con la dovuta e necessaria sensibilità

Da: Mattino della domenica, "Papageno: In nome dei padri", 21.8.11 pag 11 (pagina Mattino in pdf)

Il Canton Ticino è il Cantone della Svizzera con il più alto tasso di divorzi. La città di Zurigo è stata definita dal recente studio di UBS la seconda città più cara al mondo dopo Oslo. In Ticino i padri separati e divorziati sono “condannati a versare nelle mani delle madri” gli stessi alimenti per i figli dei padri che vivono e lavorano nella città di Zurigo. Infatti, nel nostro Cantone quasi il 60% dei padri separati o divorziati dopo matrimonio, oltre ai padri separati dopo convivenza, sono costretti dai nostri 3 (tre) Giudici della I. Camera Civile del Tribunale d'Appello di Lugano a pagare contributi alimentari per i loro figli basati sulle famigerate "Tabelle di Zurigo" a parametri interi. Al contrario delle Corti del Canton Argovia, del Canton Friborgo e del Canton Vallese che riducono questi parametri fino al 35%; nel Canton Vaud si applica invece una percentuale del reddito netto del padre (1 figlio = il 15% del reddito). Due casi reali: con 4'000 fr di stipendio un padre vodese paga 600 fr per la figlia di 4 anni e un padre ticinese 1’500 fr per la figlia coetanea! I 3 (tre) On. Giudici che da anni continuano ad imporre ai padri separati in Ticino questi esosi contributi alimentari sono i signori Giorgio A. Bernasconi, Enrico Giani, Paolo Ermotti (dimissionario, attivo fino a fine giugno 2011) e Giovanni Celio (neoeletto dal 1 luglio 2011).

Da: Mattino della domenica, 17.7.11 pag 12 (pagina Mattino in pdf)

Fra le strategie emergenti che servono da ostacolo o da annullamento alla relazione genitore/figli troviamo sovente l'uso strumentale del sistema socio-giuridico. E’ in atto un moltiplicarsi di accuse infondate, di presunte violenze, di immaginari maltrattamenti ed abusi di vario genere. Attenzione, non stiamo con tutto ciò negando che ve ne siano di reali. Il genitore incolpato strumentalmente, svalutato nella forma e nei contenuti del proprio ruolo, annullato, delegittimato e, come accade sempre più spesso, trascinato in tribunale a difendersi da false accuse, può oltrepassare il proprio limite di sopportazione: allora cede e rinuncia a percorrere una strada tutta in salita, o si rassegna a rimanere confinato fuori dalla vita dei figli, o cade in depressione, si avvilisce, va in analisi, fatica a recuperare un certo equilibrio psico-fisico; qualche volta, malauguratamente, perde completamente la ragione e sconfina nel gesto folle.  

Da: Mattino della Domenica, rubrica "Papageno: in nome dei padri", del 24.7.11 (pagina Mattino in pdf)


La moglie di Walter Recchiuti di Minusio, la signora Astrid Catti, il 4 febbraio del 2008 si è trasferita in Francia andando a vivere con un uomo di nazionalità francese, portandosi via i due figli, Alessandro di 6 anni e Massimiliano di 2, senza il consenso del marito Walter. La moglie andò prima a casa Armonia - la casa che offre aiuto alle donne vittime di violenza. La moglie ha raccontato che Walter Recchiuti era un padre violento, dichiarando in sede giudiziaria che è stato addirittura necessario l’intervento della polizia: fortunatamente, il padre è riuscito a dimostrare le infondatezze di queste accuse, così come il presunto intervento della polizia però mai avvenuto, denunciando nel contempo la moglie per denuncia mendace (accertamenti penali ancora in corso). 

Da: Il Mattino della Domenica, rubrica "Papageno: in nome dei padri" del 3.7.11 pag 12 (pagina Mattino in pdf)

Nell'articolo pubblicato il 15 maggio 2011 vi abbiamo raccontato la storia del nostro associato Domenico Albanese di Sementina e informati che la moglie N. M. A. di Sementina aveva denunciato il marito per aggressione e lesioni. Dopo un lungo interrogatorio la moglie ha ammesso di essersi inventata tutto per allontanare il padre dei due figli e da se stessa, motivo per cui gli agenti di polizia hanno sporto d'ufficio denuncia penale per denuncia mendace nei confronti della madre.

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Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

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