Da: Mattino della Domenica, 10.4.11, pag 10, rubrica "Papageno: in nome dei padri" (Pagina Mattino in pdf)
Ci stiamo lasciando trasformare in puri spettatori del mondo,testimoni passivi degli accadimenti, sempre più indifferenti,rassegnati, con qualche sussulto quando la cosa tocca proprio a noi. Èquesto che vogliamo?
Di recente, la sentenza d’un giudice romando che aveva impostoad una madre del Canton Vaud di restare in prossimità del padre per ilbene dei figli, è stata annullata da un giudice ticinese e la madre si ètrasferita coi figli in Ticino. A conti fatti, nessun giudice puòimporre una simile limitazione alla libertà della madre, nemmeno sequesta comporta il radicale allontanamento dei figli dal padre, losradicamento dalla terra natia, da amici e parenti, sofferenze immediatee future. La madre rimane libera di fare la madre dove, come e con chipiù le piace. Al padre capita tutt’altro. A lui viene invece imposto unben preciso e determinato modo di fare il padre. Vale a dire, occuparsidei figli versando alimenti per loro (ma in mano alla madre), esercitaredue “diritti di visita” al mese, e perché separato dalla madre,diventare un padre manchevole, un “genitore trascurante”.
